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"Cop25" a Madrid sui cambiamenti climatici

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Numerose fonti (1) riportano l'apertura dell'incontro internazionale sul clima "Cop25" a Madrid. La sigla si riferisce alla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (2); la conferenza che si apre oggi sarebbe quella dei contraenti di qesta convenzione, sennonchè questi sono divisi in tre gruppi, tra firmatari dei due allegati e paesi in via di sviluppo (che  hanno bisogno di essere dotati da altri delle risorse finanziarie necessarie per dedicarsi a questa lotta). Questo è il venticinquesimo incontro della serie, mentre l'emergenza climatica stà peggiorando.

Partecipano (con impegni firmati e sottoscritti, oppure solo firmati, e non tutti gli stessi) 188 paesi, a cui si aggiungerebbero, secondo Wikipedia e altre fonti, 5 "osservatori" (Andorra, Brunei, Iraq, Somalia e Città del Vaticano), che probabilmente potranno o vorranno fare ancora meno degli altri. Complicata è anche la posizione del Kossovo, non riconosciuto da alcuni stati come nazione sovrana. Ovviamente però il principale problema rimane la posizione degli Usa che non sono mai stati particolarmente entusiasti della cosa, e che continuano a cercare di smarcarsi da impegni concreti. Anche paesi come l'Arabia Saudita o la Russia, per non parlare del Brasile non spingono certo per cambiamenti drastici nello "status quo". Si aggiunga l'instabilità politica di paesi come la Libia...Del resto ricordiamo che il paese che doveva ospitare la conferenza era il Cile, ma ha rinunciato ad ospitarla per poter continuare la sua nota opera di repressione del dissenso interno con il minimo di attenzione dei mass-media internazionali possibile. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha già "messo il dito nella piaga" affermando alla vigilia della conferenza: "Ciò che manca è la volontà politica" (3).

I paesi che più premono per misure concrete sono quelli delle piccole isole la cui esistenza verrebbe fisicamente cancellata dall'innalzamento del livello del mare. La maggioranza dei paesi dell''Unione Europea ha quantomeno la necessità di "salvare la faccia" di fronte alla propria opinione pubblica che è sensibile al tema, ma "i padroni del vapore" nella Ue non sono certo i cittadini. Molti sperano in una netta presa di posizione della Cina, che potrebbe anche farlo solo "per ripicca" nei confronti degli Usa, ma che poi difficilmente sarà il paese che si impegnerà di più nel concreto.

Intanto, lo scorso venerdì, nel quadro del "Friday for future" molti cittadini/e sono scesi in piazza per ricordare l'urgenza del problema. In Italia si stima che ci siano state più di 300.000 persone a manifestare nelle varie piazze (4). Sempre per quanto riguarda il nostro paese, le richieste dei manifestanti parlano di ridurre a zero le emissioni inquinanti entro il 2030.

Fabrizio Cucchi, DEApress


(1) ad es. https://www.bbc.com/news/science-environment-50588128
(2)https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_quadro_delle_Nazioni_Unite_sui_cambiamenti_climatici
(3) http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2019/12/02/clima-onu-la-scelta-e-tra-speranza-e-capitolazione_f434b49c-0754-43d8-91d8-e3082ad09c02.html
(4) http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2019/11/28/domani-in-tutto-il-mondo-il-4o-sciopero-globale-del-clima_d8086548-9078-4b67-9611-35ad78b94a32.html

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 02 Dicembre 2019 18:30 )  

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