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Report sulle tensioni in Sahara occidentale

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Tensione al confine con la Mauritania tra l’esercito del Marocco e il Fronte del Polisario.

 

Sulla linea di Guerguarat, piccolo insediamento che segna un confine del Maghreb, si sta giocando il futuro del popolo saharawi. Alle prime luci dell’alba del 13 Novembre scorso, le forze armate marocchine hanno forzato il blocco nella zona cuscinetto del Guerguarat, nel Sahara occidentale al confine con la Mauritania, creando le condizioni favorevoli per rinnovate tensioni con il Fronte Polisario che, a difesa dei civili e del proprio confine, aveva formato un cordone di mezzi per bloccare il flusso di merci come forma di protesta contro la violazione degli accordi sui territori contesi.


Cosa succede nel Sahara occidentale.

La popolazione stanca di aspettare un Referendum sull’autodeterminazione, atteso da quarantacinque anni e di vivere sotto occupazione marocchina nell’ex colonia spagnola, e nei campi profughi in Algeria ha iniziato a manifestare. E’ notizia di questi giorni che donne e uomini saharawi fronteggiano, nella parte sud del Sahara Occidentale nella regione del Guerguerat, le forze marocchine stanziate nella piccola guarnigione di confine. Sono stati inviati rinforzi e veicoli blindati per sbloccare la situazione con circa 200 autotrasportatori fermi in attesa di ripartire per il confine della Mauritania: Rabat ha deciso di ripristinare la libera circolazione civile e commerciale con la forza. A nulla è valsa la presenza dei caschi blu della Missione di pace delle Nazioni Unite (MINURSO), dispiegata nel 1991 al raggiungimento dell’intesa tra le parti. La tensione nei territori desertici è inevitabilmente trascesa in uno scontro armato.

Ora, invece, dopo 29 anni dal cessate il fuoco raggiunto con l’accordo di pace del 1991 la “ferita” del Sahara occidentale è ancora lontana dall’essere risanata anzi le politiche marocchine diventano ogni giorno più aggressive.

La tregua a El Guerguerat è rotta.

Questo “contenzioso” ancora aperto ha storia lunga, risale infatti a metà degli anni 70 quando la Spagna dopo la morte di Franco si ritirò dal Marocco, e la monarchia alawita si estese fino ai confini con la Mauritania, non conforme al diritto internazionale dell'autodeterminazione del popolo saharawi. Il Fronte Polisario (organizzazione combattente del popolo saharawi) dette vita ad un’accanita guerriglia prima con il governo mauritano (sconfiggendolo) poi con il Marocco arrivando ad un cessate il fuoco e ad un trattato di non belligeranza soltanto nel 1991 con la presenza della missione di pace dell’ONU nei territori occupati, con l’obbiettivo di una tregua tra le parti per l’istituzione di un Referendum di autodeterminazione (1974, mai avvenuto).

In questi giorni, decine di attivisti per la liberà del popolo Saharawi hanno bloccato nella 'zona cuscinetto' con auto e furgoni tra la 'terra di nessuno' la pista lunga circa 5 km dove, normalmente, passano i Tir marocchini pieni di derrate alimentari, pezzi meccanici, fosfati estratti nella loro terra ecc. In contemporanea, l’esercito marocchino ha rafforzato la presenza nei territori occupati.

Non è un momento qualsiasi per il Sahara occidentale: è di questi tempi la notizia dell’ispezione proposta dall’alto Commissario ONU per i diritti umani. L’ONU dovrebbe sorvegliare i territori occupati de facto dal Marocco; inoltre al momento in cui scrivo c’è in ballo il rinnovo della missione Minurso con osservatori a cui vengono date poche possibilità di intervento e aiuto sanitario per la povera gente che subisce solo soprusi .
Gli attivisti e la gente comune, della Repubblica araba democratica saharawi, hanno iniziato a manifestare per denunciare l'occupazione militare della propria terra da parte del Regno di Mohamed VI, la violazione dei diritti umani e lo sfruttamento delle risorse economiche.

Sono ormai circa tre settimane che viene impedito il passaggio attraverso il percorso nel deserto che collega con la Mauritania, strada fondamentale per il traffico dei mezzi che transitano verso i Paesi della regione. Al solito non si è fatta attendere la risposta e cosi sono arrivati decine di veicoli militari per sgomberare la zona, accusando di minare la tregua tra le parti. Questa violenta presa di posizione di Rabat è stata seguita dalla dichiarazione alla televisione algerina. Ghali segretario generale del Polisario che minaccia ritorsioni in caso di vittime Saharawi. 

Da New York, il segretario generale Antonio Guterres ha espresso rammarico per l'escalation militare ed ha assicurato il suo personale impegno a fare tutto il possibile per ripristinare il cessate il fuoco. A Guterres si era rivolto nell’immediatezza degli scontri il Presidente della Rasd e Segretario generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, con una lettera urgente indirizzata anche alla presidenza di turno del Consiglio di sicurezza dell’Onu per “informare delle implicazioni dell’attacco delle forze marocchine nei confronti di civili saharawi disarmati che stavano manifestando pacificamente”.

Secondo il portavoce delle Nazioni Unite negli ultimi giorni non sono mancate iniziative per prevenire gli scontri nella zona cuscinetto di Guerguarat e “per mettere in guardia contro le violazioni del "cessate il fuoco" e le gravi conseguenze per qualsiasi cambiamento allo status quo". Stiamo seguendo quotidianamente gli aggiornamenti e cercheremo di dare una puntuale informazione.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Novembre 2020 18:04 )  

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