"La Conoscenza non si vende, si apprende e cambierà il mondo Il futuro è nostro, riprendiamocelo". Sono questi gli striscioni che aprono i cortei studenteschi, promossi da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento Universitario - che oggi stanno sfilando in oltre 50 città italiane.
Scuole, università, accademie si sono unite per chiedere maggiori fondi sul diritto allo studio per permettere a tutti di poter studiare, indipendentemente dalle condizioni economiche.
La protesta vede oggi mobilitarsi 150.000 presenze: gli studenti italiani non si sono addormentati, non si sono scordati i pesanti tagli del governo ma, anzi, sono una forza attiva, in un Italia che chiede e continuerà a chiedere con forza di essere ascoltata.
Venti sono i Paesi europei coinvolti dalle proteste: un’assemblea studentesca internazionale è in corso a Bruxelles, composta da 150 membri, di varia provenienza. In termini quantitativi la protesta ha registrato dati diversi nelle varie città italiane, qui di seguito riporto la fonte più attendibile:
Roma: 10.000 studenti, partiti da Piazza Vittorio e diretti verso la Sapienza.
Torino: 15.000 studenti hanno sfilato il corteo ed è stato occupato il rettorato.
Genova: 5.000 studenti hanno sfilato da Piazza Caricamento a Piazza De Ferrari, con un'assemblea pubblica finale.
Napoli: 10.000 studenti in corteo partiti alle 10.30 da p.za Garibaldi;Lecce: corteo con 2.000 studenti;
Cosenza: corteo con 3.000 studenti.
Salerno: 8.000 studenti in corteo.
Palermo: nell’ambito della mobilitazione nazionale dell’Unione degli studenti e del Coordinamento universitario Link, con lo slogan “Riprendiamoci il futuro”. I manifestanti si sono radunati in piazza Politeama, e da qui hanno sfilato per le vie del centro fino a piazza Indipendenza, dove ha sede la presidenza della Regione. Il traffico ha subito pensanti conseguenze, con una paralisi che si è estesa dal porto fino al Corso Calatafimi, malgrado la massiccia presenza di vigili urbani.
Un corteo studentesco si e’ svolto anche a Catania, con partenza da piazza Roma.
Francesca Toccacielo/DEApress
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