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Malarte di Fabrizio Borghini

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Domenica scorsa, nella splendida cornice della Casa di Giotto a Vespignano (Vicchio), è stato presentato il libro “Malarte” di Fabrizio Borghini. Il saggio parla della crisi del mercato dell’arte contemporanea in Toscana, delle responsabilità degli artisti, dei mercanti, delle gallerie e delle istituzioni. Questo pamphlet è l’analisi, ironica e smaliziata di un giornalista che compie da anni una capillare ricerca sul territorio condotta per la trasmissione “Incontri con l’arte” di ToscanaTV. Ragioni storiche, culturali, economiche, hanno portato alla crisi del settore, ma soprattutto la presunzione e l’autoreferenzialità degli artisti hanno costituito il problema decisivo: troppo isolamento, incapacità di costituirsi in gruppo di pressione, di collaborare, di realizzare scambi con altri paesi; e, in particolare, la pretesa di imporre prezzi troppo alti sulle proprie opere, ne ha impedito la circolazione e, di conseguenza, ha soffocato la crescita delle quotazioni degli artisti stessi. Borghini, con prosa pungente e solido pragmatismo, propone una strada originale per superare la crisi: creare un “made in Tuscany” anche per l’arte. 
L’iniziativa, organizzata da Francesca Landini, assessore allo sviluppo delle conoscenze e dei saperi del Comune di Vicchio, e dall’associazione “Dalle terre di Giotto e dell'Angelico”, è stata proposta contestualmente a un’estemporanea di pittura cui ha partecipato un centinaio di artisti.
Scopo della giornata è la promozione del tentativo degli artisti locali di associarsi al fine di far conoscere meglio le proprie opere e di riuscire a sfondare la cortina che spesso certe istituzioni oppongono a ciò che considerano superfluo.
La presentazione, moderata dal giornalista Giulio Gori, ha visto la presenza dello storico dell’arte Tebaldo Lorini e della giovane pittrice Cecilia Lascialfari, oltreché dello stesso Borghini.
Lorini, profondo conoscitore della pittura mugellana, ha spiegato la crisi del mercato dell’arte con una motivazione di tipo culturale: a suo avviso, gli anni ’80, con l’avvento della televisione commerciale, hanno rappresentato un momento di svolta nel gusto degli italiani, orientandoli verso modelli di interesse più fatui che nel passato. Lascialfari ha invece parlato della propria esperienza, del tentativo di ogni giovane artista di farsi notare, malgrado la povertà in termini di gallerie e di opportunità che il nostro territorio concede; per questo, ha spiegato, è importante muoversi alla ricerca di concorsi, piccoli e grandi, in Italia e all’estero; e soprattutto è necessario sapersi orientare nel dedalo di Internet, che con i suoi straordinari contatti globali, può costituire il punto di svolta per ogni carriera.
Borghini è intervenuto sottolineando la necessità che gli artisti si costituiscano in gruppo di pressione. E ha chiosato: “Una volta sentii dire a un assessore di aver più paura di dieci taxisti che di diecimila artisti. Ecco, se quei diecimila artisti si organizzassero assieme, potrebbero fare davvero paura”.

Fabrizio Borghini, Malarte, Firenze, Edizioni Pegaso, 2007, pp. 63

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Luglio 2008 03:13 )  

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