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"Provando in nome della madre" al Teatro Puccini

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Venerdì 5 e sabato 6 febbraio 2010, Fuorivia Produzioni porta in scena al Teatro Puccini di Firenze Erri DeLuca in "Provando in nome della madre", uno spettacolo tratto dall'omonimo libro di De Luca edito nel 2006 da Feltrinelli.

Lo spettacolo, scritto da Erri De Luca e Simone Gandolfo (e da quest'ultimo diretto), vedrà sul palco anche l'attrice Sara Cianfriglia nei panni della protagonista, dotata, secondo Domenico Rigotti de L'Avvenire, di una "limpida espressività".



PROVANDO IN NOME DELLA MADRE
di
Erri De Luca e Simone Gandolfo
con
Erri De Luca
Simone Gandolfo
Sara Cianfriglia
musiche di
Gianmaria Testa, Danny De Luca, Erri De Luca,
Fabrizio De André
registrate in studio da
Gianmaria Testa, Gabriele Mirabassi,
Aurora De Luca
regia di
Simone Gandolfo
disegno luci di
Andrea Violato

 

“In nome della madre” è il titolo di uno degli ultimi romanzi di Erri De Luca, uscito nell’autunno 2006 con Feltrinelli,
scritto da Erri con una musica dentro. Lo leggi e subito ti risuonano in testa i suoni e la musica delle parole. Subito  lo immagini con gli occhi, vedi Maria, l’angelo annunciatore e Giuseppe. Vedi il viaggio fino a Betlemme e la stalla trovata all’ultimo, senti le doglie del parto, segui la mano che taglia il cordone.

E’ stato del tutto naturale pensare di portare questa storia a teatro, darle il corpo e la voce di un’attrice che ha in sé una fragilità d’acciaio, come quella di Miriam/Maria.
 

“In nome della madre” è la storia di una donna di Galilea, una ragazza come tante, fidanzata a Giuseppe, falegname, destinata ad una vita di moglie e madre. Ma un giorno succede qualcosa di strano, appare un angelo, e per Miriam/Maria il destino cambia in fretta. Diventa, come dice Erri, “operaia della divinità” che le mette in grembo, senza seme, un figlio, che è figlio suo, che le cresce dentro proprio come a tutte le donne, ma che è anche il figlio di Dio. Maria diventa donna all’improvviso con l’annuncio dell’angelo, ma la sua resta una storia umana, una storia “di carne”. Ed è questa la storia che qui ci racconta.

Il tutto in una messinscena particolare, una situazione da teatro in prova, in fieri, in allestimento. Infatti in scena ci sarà la presenza autorevole dello stesso autore del testo (Erri De Luca), il regista che avrà il compito di trasformare in teatro le parole di De Luca scritte con l’inchiostro sulla carta (Simone Gandolfo) e l’attrice che è stata scelta per dare un corpo ed un volto a Miriam/Maria. Giuseppe, invece, non è ancora stato trovato. Ma non è importante, in questa fase di costruzione dello spettacolo.  Sarà il regista stesso a fare da “spalla”, quando sarà necessario,
alla nostra Miriam/Maria.
Dalla timidezza iniziale, dagli imbarazzi che a tratti possono persino diventare emblematici di visioni diverse del teatro e della difficile arte dell’interpretazione si procederà spediti verso il teatro “vero” e a mano a mano Sara, la nostra giovane attrice, diventerà davvero Miriam/Maria e non ci sarà più spazio in scena né per l’autore né per il regista.
 
L’adolescenza di Miriam/Maria smette da un’ora all’altra. L’annuncio le ha messo il figlio in grembo. Qui c’è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa.
Qui c’è l’amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro. Miriam/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto.
Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo.
La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille.
(Erri De Luca)

 

Fonte: comunicato stampa Teatro Puccini.

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 04 Febbraio 2010 11:40 )  

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