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L'Amleto secondo Tom Stoppard

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Teatro Cantiere Florida

26 febbraio  2010 ore 21.00

Elsinor presenta

ROSENCRANTZ E GUILDENSTERN SONO MORTI, L’Amleto secondo Tom Stoppard

di Tom Stoppard

Regia Letizia Quintavalla e Bruno Stori

Con Stefano Braschi, Carlo Ottolini, Franco Palmieri

Elaborazione filmati Joannis Vlatakis

Musiche Alessandro Nidi

È la storia mai raccontata di due personaggi minori dell’Amleto, ai quali Tom Stoppard concede una seconda vita. Una possibilità di riscatto senza speranza, però, perché il loro destino è già stato scritto 500 anni fa da Shakespeare e possono solo recitarlo di nuovo, anche se, questa volta, da protagonisti. Vittime (cieche? innocenti? o solo distratte) prese in un intreccio per loro incomprensibile, si muovono spaesati, ironici, perplessi in un labirinto tragico la cui sola via d’uscita è la morte. Il capocomico che ben conosce la tragedia dell’Amleto cerca rappresentandola per loro, di avvertirli, ma invano.

Rosencrantz  e Guildenstern  - scrive Oscar Wilde – sono come “… due piccole tazze… capaci di contenere tanto e non di più… Criticarli sarebbe una mancanza di sensibilità. Sono soltanto fuori dalla loro sfera ”. E Stoppard va oltre questa sospensione di giudizio per dare voce umana e sorprendente contemporaneità alla grottesca vicenda di questi piccoli, mortali personaggi prigionieri dell’immortale capolavoro. E la strada su cui viaggiano sembra uno scenario di Beckett, Elsinore un castello di Kafka. Tutto il resto è teatro: parole, parole e… immagini che affiorano da un’altra dimensione.

In scena ci sono solo tre attori, gli altri sono ombre evanescenti, citazioni filmiche (prese sempre da Stoppard) ricreate in nuove oniriche sequenze – fantasmi che affiorano da un vecchio fondale. Una mescolanza  di teatro e cinema che fa interagire a contrasto personaggi shakespeariani e interpreti dal vivo su un palcoscenico di intrighi e illusioni, di apparizioni e dissolvenze, dove Rosencrantz e Guildenstern oscillano, come su un’altalena, tra il guardare da spettatori e il partecipare all’azione, tra la vita e la finzione teatrale, cercando le ragioni del loro essere in scena e dell’improvviso non esserci più.

NOTE DI REGIA:

“Rosencrantz e Guildenstern o il piacere dell’intelletto. Rosencrantz e Guildenstern o il piacere del teatro.

Tre attori in carne e ossa e gli altri sono un film. Mescoliamo i linguaggi del teatro e del cinema perché comunque è tutto Stoppard.

Come Amleto è il testo shakesperiano per eccellenza sul teatro, così nel testo di Stoppard si parla di vero e falso, di uscite e viceversa, di essere sempre in costume, di domande e risposte, di risposte senza domande, di simulazione per conoscere il personaggio scavando nel suo passato: il lavoro dell’attore, insomma.

Non ci sono sentimenti, né passioni, solo due comparse che s’interrogano sul loro essere in scena: “Parole, non abbiamo altro che parole per andare avanti…” e davvero ce ne sono tante di parole in questo testo che compie ormai trent’anni. Abbiamo tagliato le ripetizioni, la serie continua di gags. Per quanto si  tagli ne restano sempre troppe.

Organizzare queste parole nello spazio – è stata la nostra regia – conservarne il senso cercando i ritmi, trovare i vuoti tra le battute dilatando la stasi e risolvere l’inattività verbale con giochi d’azione, così come Stoppard riempie l’inazione con i giochi di parole”.

Letizia Quintavalla e Bruno Stori

 

 

“Ho visto molte produzioni di Rosencrantz e Guildenstern sono morti.

La messa in scena di Elsinor che ho avuto il piacere di vedere a Cervia è unica, un “essenziale R & G” vivace e fantasioso.

Sono pieno di ammirazione per i tre attori, i registi e lo scenografo. Voglio ringraziare i miei amici di Elsinor e augurare loro un buon proseguimento”.

Tom Stoppard

 Fonte: comunicato stampa Teatro Cantiere Florida

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