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Vesna Pavan a Palazzo Borghese

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VESNA PAVAN
Tra gli Incanti dell’Eden
Mostra Personale a Palazzo Borghese
"IL MUSEO DEI MUSEI"
Progetto artistico internazionale ideato e diretto dal Prof. Carlo Franza
Inaugurazione: sabato 24 aprile ore 18
In mostra fino al 24 settembre 2010
Ingresso libero
Orario di visita:
da lunedì a sabato dalle ore 9 alle 17
Domenica chiuso
Dal 24 aprile il Palazzo Borghese di Firenze presenta “Tra gli Incanti dell’Eden” mostra personale di Vesna Pavan, che  può essere considerata un’artista eclettica e completa sotto tutti i punti di vista, in quanto ha attestato la propria attenzione alle tendenze del Life Style contemporaneo, senza escludere tuttavia le influenze della tradizione storico-artistica, influenze che, anzi,  sembrano convergere verso un nodo cruciale di trasformazione odierna, sottolineando, peraltro, magnificamente il concetto di evoluzione dell’arte nel tempo. Dai traguardi raggiunti dall’autrice si desume un’inesorabile decorso della sperimentazione pittorica, che prosegue senza sosta il proprio percorso evolutivo mediante un processo di maturazione artistica radicato nel compimento dell’espressione creativa, quale punto di partenza per future diramazioni del complesso linguaggio artistico.
La completezza della ricerca artistica di Vesna Pavan si evince anche nello sguardo che essa volge all’Europa, ricca di pregnanze novecentiste, fino ad arrivare ai grafismi orientali tipici del Giappone, così eleganti nell’interpretazione segnica, e alle  inflessioni Pop americane, che si sviluppano nell’assetto di una nuova personalissima teoria del colore.
La fisionomia del cromatismo pavaniano si erige sull’impiego prevalente dei colori complementari e sul concetto del contrasto tonale. Fin dai tempi antichi, i colori hanno avuto una funzione fondamentale nell’arte e nella vita quotidiana, spesso portatori di messaggi significativi, così anche nelle opere d’arte il colore vanta un ruolo essenziale, concorrendo al completamento della comunicazione visiva e gestuale agevolando l’osservatore nella lettura dell’imago. E’ per queste ragioni che in tutte le epoche storiche e in particolare dopo l’affermazione della corrente impressionista il colore diviene protagonista indiscusso nella comprensione dell’indagine artistica.
Determinante in tal senso è risultata la “Teoria dei contrasti simultanei” introdotta da Michel Eugène Chevreul (Angers, 31 agosto 1786 – Parigi, 9 aprile 1889), celebre chimico dell’Ottocento che ha condotto rilevanti studi sul colore nell’ambito della chimica e la sua applicazione all’arte e alla scienza. La cultura artistica deve ancora molto allo studioso francese, che affermò l’inesistenza dei colori puri, in quanto ognuno viene influenzato dai colori limitrofi, piuttosto distinse due tipologie cromatiche in colori primari (rosso, giallo e blu) e colori secondari (viola, verde e arancione).
I colori utilizzati da Vesna Pavan appaiono saturi e non vengono mai sfumati. Nel ciclo “Fusion” si deve constatare che l’effetto ottico del contrasto simultaneo, di cui Chevreul fu il primo teorico, le tinte opposte affiancate le une alle altre si rafforzano, risultando cromaticamente pure. L’occhio registra così la verginità dei colori, la classe del movimento e la sensualità ancestrale dei personaggi pavaniani.
Nell’arte di Vesna Pavan l’impiego del colore possiede persino una funzione terapeutica, di antidoto ai mali dell’esistenza umana, una forma d’arte antidepressiva che ci dona una profonda carica energetica.
Testo tratto dalla monografia di Vesna Pavan, scritta da Sabrina Falzone Critico e storico dell'Arte.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 26 Aprile 2010 13:32 )  

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