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E' di questi giorni la notizia che Arezzo Wave, uno dei più importanti Festival di tutta Europa, potrebbe abbandonare la sua sede natale. La proposta è di spostarlo a Firenze e modificare i suo nome in "Italia Wave". Le trattative sono andate avanti "alla zitta" fino alle dichiarazioni di ieri del sindaco di Firenze Leonardo Domenici, in cui rivela "interessante e positiva" la possibilità di trasferimento del festival in quel di Firenze. Domenici sostiene di lavorare alla proposta da mesi (è già stato scelto il luogo per l'eventuale trasferimento: Villa Montalbo a Campi Bisenzio) e di essere venuto incontro a una richiesta degli stessi organizzatori dell'evento. In contrapposizione si trovano le amministrazioni di Arezzo e Firenze, l'organizzatore del festival Mauro Valenti e gli operatori culturali fiorentini. Infatti mentre secondo il Comune Firenze è pronta, per operatori culturali come Daniele Gardenti e Mauro Pagani, organizzatori delle Notti d'estate fiorentine, "a Firenze servirebbe un salto in alto non da poco per reperire le risorse necessarie". Ad Arezzo lo scontro è diretto tra il curatore del festival e la giunta aretina che non vuole rinunciare alla manifestazione, arrivata alla sua ventesima edizione. Dal canto suo il curatore di Arezzo Wave , Mauro Valenti, dichiara che la causa della decisione è la continua crescita del festival, e il fatto conseguente che "la città non è più in grado di accogliere la manifestazione e i progetti a essa collegati, come un albero cresciuto in un vaso ormai stretto , è giunto il momento di cambiare contenitore, quindi città". L'unico ostacolo che Valenti incontra nella decisione è con se stesso, per l'affetto che lo lega al territorio, anche se privare la propria città della sua più importante manifestazione non sembra certo un gesto d'amore. In più lo scandalo provocato da un filmato mandato in onda dalla trasmissione "Le Iene" che svelava il commercio di droga nel campeggio del festival, ha accellerato le trattative, dato che Valenti si è ritrovato solo , senza l'appoggio dei partiti della maggioranza. Unica conseguenza, testuali parole,è che "chi ci vuole bene dovrà fare qualche chilometro in più per ascoltare la nostra musica". Evidentemente l'organizzatore non tiene molto in conto le conseguenze nell'economia, il turismo e , non da ultima, la cultura dei suoi concittadini. Anche Domenici si giustifica e difende sostenendo di non voler portare via niente ad altri, ma di valutare la proposta prima che lo facciano altre città.

In programma per domani (2 novembre) l'incontro tra Valenti e la giunta aretina, e per il 14 quello con il Presidente della Regione Martini. Aspettiamo rassicuranti notizie.

Sara Polverini - DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Novembre 2007 21:11 )  

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