La città di Islamabad è sconvolta dopo l'ultimissimo attacco terroristico di Al Qaeda. L'esplosione è avvenuta ieri alle 19 e 35 ora pakistana (circa le 15 e 30 in Italia). Una buona mezz'ora dopo l'inizio dello «Iftar», il pranzo al calar del sole che segna la fine del digiuno quotidiano per i musulmani durante il mese del Ramadan.
Il kamikaze ha portato il suo camion bomba contro la barriera metallica che proteggeva l'accesso al Marriot, distante solo venti metri dalla hall d'ingresso. L'esplosione ha danneggiato tutto l'edificio: il cratere dal camion bomba è di una ventina di metri di diametro e profondo circa otto. Per tutta la notte i pompieri e i militari hanno lavorato per spegnere il gigantesco incendio che ha bruciato il grande e lussuoso Hotel di oltre 300 camere nel cuore di Islamabad. Sono riusciti a penetrare, dopo 13 ore, solo alcuni uomini della Protezione civile con le bombole d'ossigeno. Alla fine di questo inferno si tirano le somme: le vittime sono sessanta accertati tra agenti di sicurezza e portieri dell'albergo, alcuni stranieri che stavano vicino alle uscite e passanti. Tra le vittime anche Ivo Zdarek, l'ambasciatore Ceko di 47anni, arrivato a Islamabad da appena un mese. Il Diplomatico aveva chiamato l'Ambasciata subito dopo l'esplosione chiedendo aiuto ma poi è scomparso nel nulla, solo questa mattina si è avuto la certezza della sua morte. Tra i dispersi c'è anche un altro Diplomatico dell'Ambasciata del Vietnam.
Questa è un' altra tragedia che continua a scuotere il popolo pakistano con la ferita ancora aperta per l'omiccidio di Benazir Bhuto e sotto costante terrore per le continue violenze.
Rezarta Selam Eminaj - DEApress
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