Si fa sempre più critica la situazione del bilancio comunale di New York. La città, messa duramente alla prova dalla recente crisi economica e dai licenziamenti che ne sono derivati, si trova a dover far fronte ad una diminuizione delle entrate che ha spinto il sincaco Bloomberg a tagliare drasticamente alcuni capitoli di spesa del bilancio.
La situazione economica del bilancio comunale, dopo le perdite societarie a Wall Street, è così "pesante", con un disavanzo per i prossimi 18 mesi di 4 miliardi di dollari, che il sindaco Bloomberg chiede al Consiglio Comunale entro il 1 gennaio 2009, il 7% d'aumento sulle tasse immobiliari. Una mossa questa che farebbe entrare nelle casse del Comune 576 milioni di dollari.
Tagli anche al personale: i posti di lavoro municipali da eliminare sono 3,000: 500 con licenziamento vero e proprio, e gli altri con prepensionamento e pensionamento. Non si prevedono nuove assunzioni. A tutti gli enti municipali lo scorso settembre è stato chiesto di tagliare le spese del 2 e mezzo%.
A partire dal giugno prossimo i tagli saranno portati al 5%. Due provvedimenti discutibili sono dettati dall'impellente necessità dei risparmi: il primo è la chiusura di alcune cliniche pediatriche di dentisti alle quali si rivolgono 17,000 bambini poveri l'anno. L'altra misura concerne lo CPS (Child Protective Services) l'ente per la protezione dei minorenni, che si attiva ogni qualvolta un bambino viene abusato, o addirittura ucciso e che ultimamente ha potenziato il lavoro degli operatori sociali e quello del reparto investigativo. Secondo quanto trapelato, il piano Bloomberg vorrebbe che ben 127 posizioni "amministrative" del CPS siano eliminate.
Andrea Pardini, corrispondente DeaPress, New York.