Ad una settimana dalla morte del giovane Alexis
Grigoriopoulos proseguono i disordini in Grecia. Questa notte la periferia di Atene
è stata colpita da una serie di piccoli attacchi incendiari non rivendicati. La
polizia attribuisce le otto esplosioni agli
anarchici.
Nelle prime ore della mattina alcuni giovani incappucciati
hanno lanciato bombe contro cinque banche, una sede del partito ND al governo,
una sede della compagnia telefonica Ote e un supermarket. Si sono registrati danni
ma nessuna vittima. Secondo quanto riportato dalle emittenti televisive greche
ci sono stati diversi attacchi nel quartiere Paleo Faliro dove è stato sepolto
Alexis nei giorni scorsi. Ieri, al termine di una manifestazione studentesca, ci
sono stati scontri tra la polizia e centinaia di giovani, con lanci di molotov
e gas lacrimogeni, davanti al parlamento.
Nei sette giorni seguiti alla morte di Alexis la polizia ha
dichiarato di aver fermato 176 persone, di cui 100 immigrati stranieri. Solo 45
dei 176 sono stati fermati per aver partecipato direttamente agli scontri: 24
sono già stati incriminati e arrestati, 32 imputati a piede libero, mentre gli altri
sono stati fermati per i danni ai negozi e i saccheggi. Secondo l'associazione
dei commercianti i danni economici ad Atene sfiorano i 200 milioni di dollari.
Il premier Costas Karamanlis ha annunciato un pacchetto di aiuti.
Valentina Casini - DEApress
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