La Casa Bianca è preoccupata per la condizione dei diritti umani in Tibet e spinge le autorità cinesi ad aprire un dialogo con il Dalai Lama, per arrivare ad una stabilità duratura tra due popoli. Il 10 marzo varie Associazioni in tutto il mondo sono scese in piazza per manifestare per i diritti umani in Tibet. In questo giorno decorre infatti l’anniversario dei 50 anni dalla rivolta anticinese di Lhasa. Pechino colonizzò il Tibet proclamando la legge marziale. Il governo tibetano fu costretto con il suo capo spirituale, il Daila Lama, ad andare in esilio in India. Nel 1989 il Dalai Lama vinse il premio nobel della pace che fece conoscere il problema del Tibet a tutto il mondo. La rivoluzione, la repressione, intercorrono in questi anni, con centinaia di monaci catturati, torturati e uccisi, e la proibizione al loro credo religioso. Donne rinchiuse in carceri in condizioni atroci per levare loro ogni dignità, la dignità di un popolo pacifico.
Lara Poggi / DEApress
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