Braccio di ferro tra UBS, la principale banca svizzera e il fisco americano: le autorità statunitensi hanno presentato un'azione legale nella quale chiedono a un giudice federale di costringere la banca svizzera a fornire informazioni su 52.000 conti segreti intestati ad americani. Ma Ubs sembra intenzionata a contestare in tribunale la richiesta: le informazioni oggetto dell'azione legale - spiega l'istituto in una nota - sono protette dalla legge sulla privacy finanziaria svizzera e la giustizia americana, nell'esprimersi, deve tenere conto delle leggi straniere. Le informazioni riguarderebbero depositi bancari per circa 15 miliardi di dollari. Se le informazioni fossero fornite, vi sarebbe il rischio che vacilli l'istituzione elvetica del segreto bancario. Mercoledì l'Autorità federale svizzera dei mercati finanziari (Finma) ha acconsentito all'accordo con gli Usa, spiegando che in gioco c'era la sopravvivenza della stessa Ubs: le conseguenze di un "minaccioso procedimento penale" a carico della banca di Zurigo - ha detto la Finma - avrebbero potuto essere "drammatiche" per l'istituto di credito e il sistema bancario elvetico. La Commissione europea, per esempio, potrebbe chiedere di estendere alla Svizzera la richiesta di maggiore trasparenza sui conti dei cittadini dei 27 Paesi membri. Inevitabili, dunque, le preoccupazioni per il futuro del settore bancario elvetico il cui punto di forza è proprio la discrezione.
Andrea Pardini, corrispondente DEApress, New York.
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