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Information Safety and Freedom

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Newsletter n. 374, anno 4°, gennaio 2010

*L'Osce denuncia: la Turchia blocca 3.700 siti web, servono riforme *

19.01.10 - L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha
reso oggi che la Turchia blocca circa 3.700 siti web per "ragioni politiche
e arbitrarie" e ha chiesto riforme della cornice legale che indichino
l'impegno di Ankara in favore della libertà di espressione. Milos Haraszti,
osservatore sulla libertà di stampa dell'Osce - organismo composto da 56
nazioni europee - ha detto che la legislazione turca su Internet non riesce
a difendere la libera espressione e che andrebbe riformata oppure abolita.
"Nella sua attuale forma, la legge 5651, comunemente nota come legge su
Internet in Turchia, non soltanto limita la libertà d'espressione, ma
restringe in modo severo il diritto d'accesso dei cittadini
all'informazione", ha detto Haraszti in un comunicato. Il "monitor" Osce ha
reso noto che la Turchia, candidata all'ingresso nell'Unione europea, blocca
l'accesso a 3.700 siti web, tra cui YouTube, GeoCities e alcune pagine
Google perché la legislazione di Ankara su Internet è troppo ampia e
soggetta a interessi politici. "Anche se alcuni dei contenuti definiti
'cattivi', come la pedopornografia, devono essere sottoposti a sanzione, la
legge non è adatta allo scopo. Invece, bloccando l'accesso dalla Turchia a
interi siti web, paralizza accesso a numerose e moderne reti di condivisione
file o di socializzazione", ha detto Haraszti. "Alcune delle ragioni
ufficiali per bloccare Interen sono arbitrarie e politiche, e dunque
incompatibili con gli impegni per la libertà d'espressione dell'Osce".
Haraszti ha detto che la legge turca non riesce a salvaguardare la libertà
d'espressione, e che numerosi articoli del codice penale vengono usati
contro i giornalisti, che rischiano anche il carcere. "Quindi 'riformare o
abolire' la Legge su Internet è la nostra principale raccomandazione... (per
garantire che i turchi possano essere) parte dell'attuale società globale
dell'informazione". I timori per la libertà di stampa un Turchia sono
aumentati dopo i tentativi delle autorità statali di incassare una multa da
3,3 miliardi di dollari in una contesa fiscale con il gruppo media Dogan,
nell'ambito delle pressioni su Dogan affinché rispetti la legge che limita
la proprietà straniera nelle aziende turche. * (fonte: Reuters)

Haiti: il terremoto dei media

19.01.10 - Ad Haiti la situazione è drammatica anche per Radio e
Televisioni, come riporta il corrispondente da Haiti dell'organizzazione
internazionale Reporters sans frontières. L'associazione ha sempre tenuto
sotto “osservazione” i media dell'isola caraibica, che non ha mai brillato
per libertà di stampa, anche se negli ultimi anni ci sono state minori
restrizioni e censure, ma ora si pone come priorità l'aiuto ai giornalisti e
ai media rimasti sull'isola. Il terremoto che ha colpito l'isola caraibica
ha distrutto le emittenti televisive con sede a Port-au-Prince - Tele Ginen
e Canal 11 - e la stazione radiofonica Magik 9 ed ha ucciso il cameraman di
Tele Ginen. Un'altra stazione radiofonica, Radio Ibo, ha subito danni molto
gravi e non è più in grado di trasmettere. La sede dell'Associazione
nazionale dei media haitiani (National Association of Haitian Media - ANMH)
è stata distrutta nel crollo parziale dell'edificio che ospitava Radio Iboo.
Per ciò che riguarda i giornali gli uffici dei quotidiani, 'Le Nouvelliste'
e 'Le Matin' non sono crollati e gli staff sono riusciti ad evacuare dallo
stabile senza danni, mentre un giornalista che scriveva per una
pubblicazione affiliata a 'Le Nouvelliste', 'Ticket Magazine', è stato
probabilmente ucciso. Il capo redattore di 'Le Nouvelliste' è disperso. Le
Radio con sede a Port-au-Prince Signal FM e Caraïbes FM, oltre alla rete
radiofonica che fa parte della Radio pubblica francese Radio France
Internationale sono invece in grado di trasmettere. La rete internet
haitiana riesce più o meno a continuare a operare, anche se ci sono seri
problemi nel trovare i luoghi ai quali connettersi. L'operatore di telefonia
mobile Voilà Haïti ha ripristinato il servizio solo da poco, come un altro
operatore, Digicel, che si trova nella città di Jacmle, nel Sud del Paese.
Reporters sans frontières organizzerà un centro operativo a Port-au-Prince
per i giornalisti haitiani, per permettere loro di coprire l'evento e
fornire tutte le informazioni necessarie per raccontare le operazioni di
soccorso. L'operazione avviene in collaborazione tra l'associazione e il
gruppo canadese Quebecor, che fornirà l'equipaggiamento necessario (computer
portatili, telefoni cellulari e generatori). Nella creazione del centro
media l'associazione internazionale si prefigge di coinvolgere i media di
molti altri Paesi, come Francia, Usa e Brasile.

Cina: risposta a Google, la censura serve

19.01.10 - Pechino ha emesso la propria sentenza. E, salvo clamorosi
dietrofront rispetto alle dichiarazioni rilasciate mercoledì, Google dovrà
presto fare le valigie e lasciarsi alle spalle l'esperienza all'ombra della
Grande Muraglia. I vertici della compagnia di Mountain View avevano infatti
spiegato di non volere più sottostare alla censura imposta dal governo
cinese, che sostanzialmente limita le ricerche di informazioni pretendendo
l'introduzione di filtri che evitino la circolazione di notizie considerate
scomode. La portavoce governativa Jang Yu oggi ha annunciato la versione
ufficiale dell'esecutivo guidato da Wen Jiabao: le imprese straniere «sono
le benvenute» su Internet se «agiscono in accordo con la legge» cinese. Come
dire: potete stare, ma solo se fate come diciamo noi. Ovvero, se i filtri
imposti alle ricerche degli utenti restano...
leggi tutto
l'articolo<http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_14/google-risposta-governo-cinese-censura-ricerche_988e0c3e-00e9-11df-9901-00144f02aabe.shtm

 Iran: oltre 7 anni di reclusione e 34 frustate a un giornalista

17.01.10 - Sette anni e quattro mesi di reclusione e 34 frustate è la
condanna pronunciata dalla magistratura iraniana per un giornalista, Bahman
Ahmadi-Amui, arrestato in seguito alle proteste contro la rielezione del
presidente Mahmud Ahmadinejad. Lo rende noto il sito dell'opposizione Jaras.
Ahmadi-Amui, specializzato in economia, è in carcere dal 20 giugno scorso,
quando fu arrestato insieme con la moglie, Jila Bani-Yaqub, anch'ella
giornalista, poi rimessa in libertà. (fonte: ANSA).

 Iran: la censura che viene dall’Occidente

17.01.10 - Per i giovani iraniani Internet è sinonimo di libertà. Il web, in
altri termini, è l’unico mezzo per tentare di sfuggire all’opprimente cappa
censoria imposta sull’Iran dal regime di Khamenei e Ahmadinejad. Considerato
il controllo totale esercitato dal regime sulla stampa e la brutale
repressione dei giornalisti, Internet rimane l’unico strumento attraverso il
quale i dissidenti iraniani possono far circolare le notizie all’interno del
paese e, soprattutto, fornire all’esterno (cioè all’Occidente) una
rappresentazione dello stesso più fedele alla realtà di quella fornita dai
megafoni di regime. È dunque scontato, e tutto sommato inevitabile, che il
regime degli ayatollah e dei pasdaran cerchi con tutte le forze di estendere
il suo completo controllo sulla vita sociale e politica del paese anche al
web. Meno scontato, e soprattutto meno inevitabile, è il fatto che a fornire
le tecnologie che permettono al regime iraniano di esercitare tale controllo
siano aziende occidentali...
>>> leggi tutto
l'articolo*<http://www.corriereweb.net/speciali/349-cade-la-muraglia/1676-iran-la-censura-che-viene-dalloccidente.html>

Trenta morti affossano la libertà di stampa latinoamericana

 17.01.10 - L'America Latina, il continente riemerso dall'oblio forzato in
cui dittature e oppressione l'avevano forzatamente rilegato, sta finalmente
tornando alla vita grazie a una maggioranza di governi progressisti che
soffiano sulla polvere di un passato di morte e miseria, ma ancora c'è molta
strada da fare. Quello che era il vecchio cortile dello Zio Sam ha sì nuova
vita e nuove speranze, ma le libertà finora conquistate devono ancora fare i
conti con corruzione e violenze incancrenite....
>>> leggi tutto l'articolo
<http://it.peacereporter.net/articolo/19623/Trenta+morti+affossano+la+libert%C3%A0+di+stampa+latinoamericana>

* Information Safety and Freedom
* analisi, documenti e notizie sullo stato di
salute della libertà di stampa nel mondo *
 * * sede: piazza D'Azeglio 18 - Firenze
sito web:  http://www.isfreedom.org

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 20 Gennaio 2010 19:15 )  

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