Roberto Piccardo, portavoce dell'UCOII (Unione della comunità e organizzazioni islamiche in Italia), è stato inserito nel registro degli indagati dalla procura di Roma per la presunta violazione dell'art. 3 lettera b della legge 13 ottobre 1975 n. 654, perché, con alcune pubblicazioni sul sito internet www.islam-online.it, avrebbe incitato “a commettere violenze e atti di provocazione alla violenza per motivi razziali e religiosi".
Piccardo aveva espresso l’opinione secondo cui potevano essere messe sullo stesso piano le stragi naziste compiute in Italia con gli eccidi compiuti dagli israeliani anche in Libano. La Procura di Roma avrebbe ravvisato il cosiddetto 'dolo specifico', ossia la precisa finalità di istigazione all'odio razziale contro gli ebrei.
Mariano Mingarelli, dell’Associazione di amicizia italo-palestinese di Firenze, ha dichiarato, pieno d’indignazione:
"Chi l'avrebbe mai detto che in un mondo in cui si sostiene che la massima dimostrazione di democrazia sta nella libertà di espressione, vengano varate leggi che reprimono punendo chi afferma tesi storiche "non omologate", senza lasciare che la loro eventuale inconsistenza venga confutata dal normale dibattito culturale e dalla evidenza delle prove, e nel contempo si proceda all'equiparazione di termini non necessariamente equivalenti, come nel caso di ebreo = israeliano o viceversa israeliano = ebreo, che comportano corrispondenze ovviamente inaccettabili, ma dalle quali deriva l'assurdità della tesi per cui chi critica il sionismo, come movimento che ha portato alla tragedia della Naqba palestinese ed alla cancellazione della realtà storica e umana di un popolo in modo violento, o l'opera dei vari governi israeliani, che di tale spirito sono espressione nella materialità dell'attuale occupazione, viene insultato, denigrato e denunciato in quanto considerato antisemita.
Quanto sta accadendo attualmente ad Hamsa Roberto Piccardo è espressione di questo dramma con il quale si vuol rendere inconsistente la nostra democrazia, oltre ad offendere l'intelligenza e il buon senso di noi tutti”
Piccardo aveva espresso l’opinione secondo cui potevano essere messe sullo stesso piano le stragi naziste compiute in Italia con gli eccidi compiuti dagli israeliani anche in Libano. La Procura di Roma avrebbe ravvisato il cosiddetto 'dolo specifico', ossia la precisa finalità di istigazione all'odio razziale contro gli ebrei.
Mariano Mingarelli, dell’Associazione di amicizia italo-palestinese di Firenze, ha dichiarato, pieno d’indignazione:
"Chi l'avrebbe mai detto che in un mondo in cui si sostiene che la massima dimostrazione di democrazia sta nella libertà di espressione, vengano varate leggi che reprimono punendo chi afferma tesi storiche "non omologate", senza lasciare che la loro eventuale inconsistenza venga confutata dal normale dibattito culturale e dalla evidenza delle prove, e nel contempo si proceda all'equiparazione di termini non necessariamente equivalenti, come nel caso di ebreo = israeliano o viceversa israeliano = ebreo, che comportano corrispondenze ovviamente inaccettabili, ma dalle quali deriva l'assurdità della tesi per cui chi critica il sionismo, come movimento che ha portato alla tragedia della Naqba palestinese ed alla cancellazione della realtà storica e umana di un popolo in modo violento, o l'opera dei vari governi israeliani, che di tale spirito sono espressione nella materialità dell'attuale occupazione, viene insultato, denigrato e denunciato in quanto considerato antisemita.
Quanto sta accadendo attualmente ad Hamsa Roberto Piccardo è espressione di questo dramma con il quale si vuol rendere inconsistente la nostra democrazia, oltre ad offendere l'intelligenza e il buon senso di noi tutti”
Giulio Gori - DEApress
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