A questo indirizzo web - http://www.valigiablu.it/doc/162/no-legge-bavaglio-alla-rete.htm - è possibile firmare l'ultima petizione contro la norma "ammazza-web" presente nel decreto sulle intercettazioni. Gli emendamenti presentati contro questa, sono stati respinti. Ho già scritto ampiamente sul tema, ora vi riporto parte del testo della petizione:
"No legge bavaglio alla rete
Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati
La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia dellaCamera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentatidall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 delc.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole oinconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nelPalazzo.
[....]
Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sulversante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerneuno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un bloggerrischia più di un giornalista ma ha meno libertà.Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente comese fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12 e 500 mila euro, infatti,significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poterieconomici e politici.Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete hadimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma diattuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazioneUniversale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il dirittoalla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per lapropria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraversoogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre ildibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendola discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un dirittofondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadinisiano costretti a rinunciarvi."
Fabrizio Cucchi, DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
