A seguito delle dichiarazioni del consigliere regionale dell’Udc, Giuseppe Del Carlo, riguardo ai ritardi nella chiusura degli inceneritore Pietrasanta. Il comitato locale No inceneritori, con una lettera aperta, che di seguito riportiamo, chiede il perché del silenzio sull’inceneritore di Montale dato che dicono, sempre dal comitato, ha le stesse caratteristiche.
Riccardo Marconi - DEApress
Lettera aperta al Consigliere Regionale Giuseppe Del Carlo
Gentile Consigliere,
Abbiamo letto sulla stampa della presa di posizione del Consigliere Regionale dell'UDC Giuseppe Del Carlo che sul recente sequestro dell'inceneritore di Falascaia a Pietrasanta, denuncia gli incredibili ritardi per cui , rispetto alle prime segnalazioni sull'inquinamento dell'acqua avvenute nel'aprile 2009 (anche se problemi di inquinamento del suolo e dell'aria erano già stati segnslati dai comitati da anni), solo ora hanno portato alla chiusura e sequestro dell'inceneritore per grave contaminazione (metalli pesanti e diossine) arrecata alle acque del torrente Baccatoio.
Giuseppe Del Carlo dice di condividere le preoccupazioni dei cittadini e dei comitati e dichiara che è "La Regione deve garantire la sicurezza degli impiantidi smaltimento dei rifiuti con monitoraggi costanti e assicurare tempestività di intervento, ANCHE SOSTITUENDOSI ALLE AMMINISTRAZIONI INADEMPIENTI".
Su queste affermazioni non possiamo che essere concordi e confidiamo nel suo intervento di Consigliere Regionale per operare affinchè siano chiusi anche l'inceneritore di Montale e di Baciacavallo che come è noto e confermato da una campagna di campionamento fatta da ARPAT e ASL su matrici ambientali e biologiche (cibi prodotti in area di ricaduta dei due inceneritori), stanno contaminando in maniera pesante e irreversibile tutta l'area.
Cittadini, comitati e associazioni ambientaliste dal 2007 (quando fu reso noto che per almeno 75 giorni l'inceneritore di Montale aveva emesso diossine e furani ben oltre- quasi 7 volte superiori - ai limiti massimi previsti dalla legge) hanno chiesto che si intervenisse ALMENO emettendo le ordinanze di divieto di consumo e commercializzazione dei cibi prodotti nelle aree interessate (come prevede la legge - d.lgs 158/2006 - e come normalmennte viene fatto in situazioni analoghe).
Dal luglio 2007 purtroppo niente è accaduto.
Per denunciare tutto questo silenzio e facendo nostro quanto lei stesso oggi sostiene circa l'obbligo di intervento da parte della regione, dopo inascoltate richieste e il silenzio a fronte di una diffida fatta il 23 marzo 2010, abbiamo deciso di sostenere la presentazione di un ATTO DI DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE , non solo verso i Sindaci dei territori interessati, ma anche al PRESIDENTE DELLA REGIONE ROSSI, per l'inazione nei confronti della pesante situazione di contaminazione dei cibi che le popolazioni sono costrette a subire, quando invece sarebbe dovuto intervenire in sostituzione dei sindaci inadempienti in virtù della art 32 L.833/78 e delle leggi regionali di attuazione, secondo cui in materia di sanità e igiene (comma 3) sono emesse dal Presidente della Giunta regionale e dal Sindaco ordinanze di carattere contingibile e urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale; nonché, quanto alle competenze dei sindaci per i poteri di ordinanza in materia di sanità lart.50 del Testo Unico Enti Locali (TUEL);
Confidando nel suo contributo e intervento le inviamo il testo della DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE depositata il 23 luglio 2010.
La ringraziamo per l'attenzione e le auguriamo buon lavoro.
Il Coordinamento dei Comitati della Piana di Fi-Po-Pt
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