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Milano. Israele non occuperà P.za Duomo

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riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Milano. Prima vittoria. Israele non occuperà piazza del Duomo

 

Il 18 giugno manifestazione nazionale a Milano e poi partenza della Freedom Flotilla per Gaza

 

Secondo il quotidiano israeliano Yediot Ahronot, la polizia italiana avrebbe manifestato dubbi sulla possibilità di garantire la sicurezza della rassegna organizzata dalle autorità di Tel Aviv in piazza Duomo, suggerendo di trasferirlo in un posto al chiuso in cui sia possibile garantire la sicurezza. Potrebbe sempre essere una piazza centrale, ma non piazza Duomo, si parla del Castello Sforzesco. “Unexpected Israel” l'Expo made in Israel che doveva magnificare le opportunità economiche, politiche, tecnologiche e turistiche del colonialismo israeliano a danno dei palestinesi, prevista tra il 13 e il 20 giugno, dovrà trovare un'altra locazione.


Le associazioni e le reti di solidarietà con il popolo palestinese, si legge sul sito del Forum Palestina hanno deciso di contestare apertamente l’occupazione israeliana di Milano con iniziative nei giorni precedenti e con una manifestazione il 18 giugno che dovrebbe partire da piazza Cairoli a due passi dal Duomo, perché  “è intollerabile che Milano diventi la passerella per un’operazione di propaganda del colonismo sionista come fu tentato tre anni fa con la Fiera del Libro a Torino, ma anche lì gli è andata male". L'operazione di immagine di Israele, prevede tra l’altro per la giornata del 14 giugno anche un forum economico bilaterale Italia-Israele, a cui parteciperanno il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, il ministro dell'Industria israeliano Shalom Simhon. Insomma l’operazione israeliana era qualcosa di ben diverso di una kermesse con cantanti e scrittori.


Il neosindaco di Milano Pisapia, destinatario nei giorni scorsi di una lettera aperta e di una richiesta di incontro da parte del comitato promotore della contestazione, è già finito sotto il tiro della destra e della lobby sionista. Pisapia ha dichiarato che: “Quando si parla di sicurezza credo che sia il ministero dell'Interno a prendere delle decisioni sulla base della valutazione della situazione reale. Io faccio il sindaco di Milano e farò mie le decisioni del ministero e degli organi competenti. Non so da dove vengano queste minacce, se sono reali o voci. Ma credo che ognuno deve fare la sua parte. Io voglio fare il sindaco di Milano nell'interesse di tutti e soprattutto della pace. Quello che posso dire è che da parte mia - ha concluso Pisapia - ho sempre creduto in due popoli e due Stati e questo continua ad essere il mio impegno per il futuro".

Ieri pomeriggio una delegazione dei movimenti solidali con i palestinesi ha incontrato il delegato del sindacao Pisapia, Paolo Limonta. Pisapia ha fatto pervenire il suo orientamento ai promotori delle contestazioni alla kermesse israeliana: non si oppone alla presenza della Kermesse israeliana, al di là ovviamente dell’impossibilità di fermarla sul piano istituzionale, perché la ritiene legittima sul piano politico-culturale; ribadisce la sua posizione a favore dei “due stati per due popoli” e dei diritti dei palestinesi, e si impegna all’organizzazione di una settimana palestinese insieme alle associazioni, anche per rilanciare il gemellaggio con Betlemme; non rifiuterà di essere presente agli incontri ufficiali ai quali è prevista la partecipazione del sindaco di Milano.

Ma l’agenda politica delle relazioni tra l’Italia e la situazione palestinese non si limita alla battaglia di Milano. Infatti pochi giorni dopo le manifestazioni di Milano dall’Italia partirà la nave “Stefano Chiarini”, il bastimento italiano che farà parte della Freedom Flotilla internazionale che si dirigerà verso Gaza per rompere il blocco navale e l’assedio israeliano di un milione e mezzo di palestinesi. Gli attivisti e i giornalisti italiani che si imbarcheranno sulla nave sfidano il governo italiano a scegliere tra il garantire la protezione dovuta ai propri cittadini o a sottomettersi ancora una volta ai diktat e al dogma della sicurezza invocati dalle autorità israeliane.

 

Il Forum Palestina

info: www.forumpalestina.org

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