La Gazzetta del Mezzogiorno.it | «L’altro Ferragosto» Bimbi al lavoro nella calda estate.
di PAOLO COMENTALE
E la scuola? Finita! E le vacanze? Silenzio di… tomba. Ma le vacanze per tanti alunni non sono nemmeno incominciate. Breve cronaca di un ferragosto in città con epilogo in spiaggia. Il solleone rotola sull’asfalto e come una belva ferita azzanna le strade, respirano solo i balconi ai piani alti dei palazzoni che a San Girolamo, periferia nord della città, si affacciano sul mare. Eccoli gli alunni in vacanza: è domenica giocano nell’acqua scura piena di alghe a due passi dai genitori, raccolti sotto gli ombrelloni.
A sud c’è un serpentone di acciaio e vampe, alunni stipati in auto con la speranza di arrivare al mare… prima o poi! La benzina costa, il tempo è denaro ed allora ecco scendere a frotte dai palazzi e guadagnare le spiagge di Pane e Pomodoro o di Torre Quetta. In alto sfrecciano a ritmi serrati i nuovissimi charter delle vacanze con a bordo gli alunni più fortunati che parleranno al ritorno a scuola di luoghi esotici e difficili da pronunciare. Maldive, Varadero, Libano e Sharm, Kos e Resort e così via… Mentre il mare si incupisce ancora di più verso mezzogiorno un vecchio con l’aiuto di un bambino fruga nella pancia di un cassonetto giallo.
L’estate è anche questo: la crisi che morde sempre i più deboli. Così vediamo, nella Puglia del turismo intelligente, nella regione del turismo rampante che fa BUUUUM BUUUUM come le doppiette dei cacciatori, tanti troppi alunni che, proprio in estate lavorano. Vecchia piaga della nostra terra mai curata con decisione, mai estirpata del tutto. Eccoli gli alunni nel sole: rapidi e veloci al bancone del bar, ai tavoli delle mille pizzerie, perfino alla pompa di benzina. «Maestro, in meno di cinque minuti ti cambio l’olio, vuoi scommettere». Chi parla così è una bambina-benzina, avrà più o meno otto anni…
Epilogo. Capitolo. Spiaggia famosa a sud della città. Stamattina tra la sabbia e il mare ho scoperto un giovanissimo venditore di occhiali da sole. Era coperto come un tuareg nel deserto del Sahara: camicia pantaloni cappello sciarpetta ciabatte. Correva nel sole. I bagnanti volevano compare volevano fermarlo ma lui… correva sulla riva. Come impazzito. Allora l’ho inseguito l’ho fermato… «Come ti chiami ?» «Amid!». «Se vendi ti devi fermare, come fai a vendere tutto di corsa… la gente vuole vedere e …». All’inizio non capiva le mie parole poi ha capito e, con le mani e i gesti, con la voce e gli occhi, mi ha spiegato una cosa… incredibile.
Era la prima volta che vedeva il mare e gli sembrava di impazzire dalla gioia, per questo non riusciva a stare fermo. Gli ho comprato tutti gli occhiali, li regalerò ai miei amici che non riescono più a vedere la gioia di un bambino che scopre il mare. Alunni del Sole, buone vacanze.
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