"Tripoli è in mano nostra, presi tre figli del raìs"
Mistero sulla sorte di Gheddafi - Diretta tv larepubblica.it
I ribelli: "Abbiamo preso Tripoli" e Gheddafi bombarda la città
Avanzata delle forze del Cnt fin nel cuore della capitale: "La capitale è nostra" ma si combatte ancora. Il raìs minaccia: "Temo che Tripoli brucerà" poi offre un cessate il fuoco. Gli insorti: "Solo se va in esilio". Secondo al Jazeera due aerei sudafricani sarebbero all'aeroporto della città. Ferito nei combattimenti un giornalista russo. Arrestati tre figli del Colonnello, fra cui anche Saif al Islam. Bengasi in festa
L'Unione europea si sta preparando al dopo Gheddafi, seguendo la rapida avanzata dei ribelli nel Paese e chiede al Colonnello di andarsene immediatamente. "Stiamo assistendo agli ultimi momenti del regime e chiediamo a Gheddafi di lasciare il potere senza ulteriore indugio, per evitare altro spargimente di sangue" ha dichiarato Michael Mann, portavoce del ministro degli Esteri della Ue Catherine Ashton. "Ci sono diversi scenari per il post-Gheddafi", ha aggiunto.
Il colonnello libico Muammar Gheddafi sarebbe nascosto all'interno dell'ambasciata del Venezuela a Tripoli. Lo sostiene il sito web dell'opposizione al-Manara, citando fonti dei ribelli. In precedenza, invece, il sito del gruppo dei ribelli del '17 Febbraio' aveva parlato di una possibile presenza di Gheddafi all'interno di un ospedale al-Tajura.
Scoop di 'al-Jazira', che è riuscita a intervistare in diretta il primogenito di Muammar Gheddafi, Mohammed, mentre a Tripoli piombavano le milizie ribelli: all'emittente televisiva pan-araba, con sede nel Qatar, il figlio del Colonnello ha confermato di essere stato catturato dagli insorti e di essere tenuto agli arresti domiciliari. "Banditi armati hanno circondato la mia residenza", ha raccontato per telefono alla televisione satellitare Mohammed Gheddafi. "Io sono ancora a casa, loro sono là fuori. Hanno detto che garantiranno la mia incolumità, ma stanno assediando casa mia". Mentre parlava, in sottofondo erano distintamente udibili colpi di arma da fuoco. "Sì", ha aggiunto il figlio di Gheddafi, "gli spari sono in casa mia". Poi, di colpo, la linea è caduta e per qualche istante sullo schermo diventato buio è stato solo silenzio. Più tardi comunque Mohammed è stato in qualche modo contattato, e ha così potuto assicurare che lui e i familiari erano illesi.
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