*Information Safety and Freedom* - newsletter n. 487, anno 5°, settembre 2011
Iraq: giornalista lancia protesta su Facebook, ucciso
13 settembre - Il giornalista iracheno Hadi al-Mehdi, impegnato nella
battaglia per la difesa dei diritti umani e in favore della libertà di
stampa e di espressione, è stato trovato morto nel suo appartamento,
assassinato con due colpi di pistola. Un'uccisione "a scopo politico",
secondo gli investigatori. Infatti, nei giorni scorsi al-Mehdi, attraverso
il suo profilo sul social network Facebook, aveva duramente criticato il
governo di Baghdad, chiamando i contestatori a manifestare e a far sentire
sempre di più la loro voce. Un intervento che non deve essere piaciuto agli
oppositori: per questa ragione il giornalista è stato letteralmente
giustiziato. All'arrivo delle autorità, infatti, non c'erano segni di lotta
o furto, poiché cellulare, computer e altri oggetti di valore erano al loro
posto. Hadi al-Mehdi, sempre sul suo profilo Facebook, aveva inoltre
espresso la sua paura per eventuali rappresaglie, chiedendo il supporto
delle autorità, il quale probabilmente è arrivato troppo tardi. "Purtroppo,
il giornalismo in Iraq rimane una professione mortale - ha detto Joe Stork,
vicedirettore dell'organizzazione "Human Right Watch" per il Medio Oriente -
Dopo più di sei anni di governo democratico, gli iracheni che pubblicamente
esprimono la loro opinione corrono ancora un grande pericolo". Dall'inizio
di febbraio, ogni venerdì, decine di migliaia di manifestanti partecipano a
manifestazioni in tutto il paese, apparentemente ispirate alle rivolte
popolari in Egitto e Tunisia. Protestano contro la corruzione, le
restrizioni alla libertà di espressione, la disoccupazione e la povertà.
Proprio quello per cui lottava Hadi al-Mehdi, ucciso, come moltissimi altri
iracheni, per le sue idee politiche. (fonte: NewNotizie)*
*Kyrgyzstan: vietato ai media online occuparsi delle elezioni?
<http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&ID_articolo=386&ID_sezione=654>
13 settembre - Tra i Paesi dell'Europa centrale, il Kirghizistan è
conosciuto come uno dei più aperti rispetto alla libertà di informazione e
di espressione. A conferma del quadro positivo, il Kirghizistan è stato il
primo Paese ex-sovietico in Asia centrale a depenalizzare il reato di
diffamazione - decisione sostenuta dall'Organizzazione per la Sicurezza e la
Cooperazione in Europa (OSCE).Sembra tuttavia che il Kirghizistan stia
mettendo in crisi la sua buona reputazione proprio alle porte delle elezioni
che si terranno a fine settembre...
I padroni della Rete
<http://www.lettera43.it/tecnologia/scenari/24889/i-padroni-della-rete.htm>
13 settembre - Nessuno si può dire proprietario della Rete. La sua globalità
la rende troppo estesa e capillare per essere minacciata da un singolo
soggetto su scala mondiale. Non esiste, insomma, qualcuno o qualcosa in
grado di spegnere o influenzare il world wide web. Ma le minacce esistono a
livello locale e statale. Governi e Isp (Internet service provider, società
fornitrici di servizi internet), infatti, possono condizionare il
funzionamento della Rete di un Paese, bloccarne i contenuti, filtrarli a
seconda delle esigenze, come è successo in Cina, Russia e Siria. O,
addirittura, chiuderla come nel caso dell'Egitto, dove Mubarak ha intimato
agli Isp di bloccare il traffico web...
* Information Safety and Freedom
* analisi, documenti e notizie sullo stato di
salute della libertà di stampa nel mondo
sito web: *isfreedom.eu*
*in collaborazione con Ordine dei Giornalisti della Toscana e Associazione
Stampa Toscana
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