OSLO / LA SCELTA DEL COMITATO NORVEGESE: «RAFFORZARE IL RUOLO FEMMINILE NEL MONDO»
Il Nobel per la pace a tre donne
Sono la presidente liberiana Ellen Johnsonn Sirelaf, la connazionale Leymah Gbowee e la yemenita Karman
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| Thorbjoern Jagland, segretario generale del Consiglio d'Europa e presidente del comitato per il Nobel per la pace (Afp) |
LE MOTIVAZIONI - Il premio rappresenta, secondo le intenzioni del comitato per il Nobel, un riconoscimento del rafforzamento del ruolo delle donne, in particolare nei paesi in via di sviluppo. La Sirleaf è al di là di tutto la prima presidente donna di uno stato africano; la Gbowee è un'attivista pacifista; la Karman si occupa di diritti delle donne e democrazia nello Yemen, paese negli ultimi mesi in preda a gravi conflitti sociali e politici.
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| Ellen Johnson Sirleaf (Ap) |
LA PRIMA DONNA PRESIDENTE - La presidente liberiana era stata accreditata come possibile vincitrice già alla vigilia della proclamazione. Ellen Johnson Sirleaf, 72 anni e prima donna a guidare uno Stato africano, è considerata un «simbolo della nuova Africa». Giunta al potere dopo 14 anni di guerra civile la Sirleaf affronta fra tre giorni l'impegno delle elezioni per un secondo mandato. La scelta di premiarla con il Nobel potrebbe però non essere unanimemente condivisa nell'opinione pubblica: nel 1990 appoggiò infatti la ribellione sanguinaria Charles Taylor contro il presidente Doe, salvo poi presentarsi alle elezioni da avversaria dello stesso Taylor nel 1997. In precedenza era stata condannata a dieci anni di carcere dal regime di Doe, ma venne rilasciata e costretta ad espatriare negli Stati Uniti, dove assunse ruoli di responsabilità ai vertici di importanti istituti di credito e della Banca Mondiale. Caratteristica questa che, ha rilevato ad esempio Maso Notarianni di Emergency ai microfoni di Sky, non è molto compatibile con l'idea pacifista, essendo spesso le decisioni sui trasferimenti di denaro degli organismi internazionali alla base di scontri e conflitti tra stati e comunità.
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| Leymah Gbowee (Afp) |
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| Tawakkol Karman durante una manifestazione anti Saleh dello scorso giugno (Ap) |
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