Il procedimento è scattato dopo la querela di due fratelli: lei era stata definita “escort”, lui “pusher” nel volume pubblicato da un editore bergamasco
Gomez, Marco Lillo e Claudio Pappaianni, sono stati rinviati a giudizio per diffamazione a mezzo stampa dal tribunale di Bergamo. Questo perché il libro, riguardante una serie di persone che a vario titolo frequentavano il premier Silvio Berlusconi, è stato pubblicato da Chiarelettere nel 2009, e stampato dalla società Arti Grafiche di Bergamo.
Tutto è partito da una querela dei fratelli Lucia e Domenico Rossini. Nel libro Lucia Rossini era stata definita “donna d’onore legata ad un clan malavitoso barese”, ma anche “escort”, definizione che secondo il pubblico ministero di Bergamo era fuori luogo, in quanto scritta “solo sulla base di una sua presenza casuale e non retribuita a Palazzo Grazioli”, residenza romana di Berlusconi. A Domenico Rossini era stata invece attribuita la definizione di “spacciatore di droga e pusher di fiducia di Gian Paolo Tarantini”. Il processo ai quattro autori inizierà il 16 dicembre.
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