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Pagelle in mostra: Monaci, le nostre radici per onorare l’Unità d’Italia
Inaugurata la mostra che ripercorre 150 anni della scuola elementare in Italia. Evento che anticipa la Festa della Toscana 2011 dedicata ad “Una storia, tante diversità”
Firenze – “Onoriamo il 150° anniversario dell’Unità d’Italia con una mostra che sintetizza e ripercorre un segmento storico e ci riporta alle nostre radici”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci interviene, a Palazzo Panciatichi, all’inaugurazione dell’esposizione “Le pagelle nei centocinquanta anni della scuola elementare in Italia. Per una storia che ci ha visto tutti protagonisti”. Quaranta pannelli illustrano, raccontano e spiegano i fatti più significativi della storia della scuola elementare, vista attraverso i documenti di valutazione degli alunni, dal 1861 ad oggi. Sono esposti anche oggetti originali – un banchino, pennini e calamai - che nel tempo hanno caratterizzato il fare scuola del maestro e il lavoro dello scolaro. Dal presidente un invito ai ragazzi della Facoltà di Scienze della Formazione primaria presenti all’inaugurazione a “fare di più perché – ha detto Monaci - voi siete il futuro. Rispetto alle generazioni passate avete tanti competitori lontani e non potete rischiare di rimanere secondi, oggi la sfida è a livello globale, anche con chi ritenevamo geograficamente ai margini del pianeta. Dovete dimostrare di avere un bagaglio culturale superiore per vincere chi vi aggredisce con la speculazione finanziaria”. “La pagella è un tema di unitarietà per gli italiani – ha detto Umberto Cattabrini, curatore della mostra”. “E poi – ha aggiunto il professore - per il bambino rappresenta un momento importante: con la pagella l’alunno esce dal giudizio della famiglia e affronta quello esterno della società”. Le pagelle presentano indizi delle società che le hanno prodotte: le materie di studio, i risultati, le comunicazioni alle famiglie, gli orari delle lezioni, tutto può rivelare la personalità in divenire dell’alunno e il contesto in cui essa si è dovuta esprimere. Dal professor Enzo Catarsi la proposta di “pensare a questa mostra come al nucleo iniziale di un’esposizione permanente sulla scuola, di un museo stanziale che qualifichi il turismo culturale a Firenze”. Un excursus sulla nascita della scuola, in conclusione, è stato delineato dal professor Dario Ragazzini. “La scuola – ha detto - non nasce come noi oggi la immaginiamo, bensì molto meno strutturata, un esempio su tutti: il libro di testo come strumento didattico ha origine solamente nel 1914, prima ci si affidava alla sola voce del maestro, che ‘arrabattandosi’ cercava di impartire la lezione ad un eterogeneo gruppo di ragazzi”. La mostra sarà anche il primo evento della Festa della Toscana, dedicata quest’anno al tema “Una storia, tante diversità” e rimarrà aperta fino a mercoledì 30 novembre, giorno della Festa regionale in cui si celebra l’abolizione della pena di morte, avvenuta il 30 novembre 1786 ad opera del granduca Pietro Leopoldo.
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