Riceviamo e pubblichiamo il programma del Centro Culturale Cantiere Sanbernardo di Pisa per le serate di Sabato e Domenica:
Sabato 3 dicembre
Dalla California arriva a Pisa Z’EV, leggendario guru della musica industriale

Guru dei percussionisti della cultura industriale per la sua maniera di far risuonare materiali e oggetti di tutti i tipi, da cinquant’anni Z’EV studia e sperimenta il ritmo in tutte le sue forme.
Sabato 3 dicembre Z’EV - musicista californiano schivo e leggendario, considerato il padre fondatore dell’Industrial Music - sbarca a Pisa, in via Pietro Gori, al Centro Culturale Cantiere Sanbernardo con il nuovo progetto Cine-Cussion, uno spettacolo asciutto e totale che unisce sensazioni ritmico-sonore a suggestioni visive, attraverso le molteplici voci del suo sintetizzatore.
Z'EV userà con il suo stile personalissimo percussioni elettroniche in grado di far vibrare uno specchio d’acqua illuminato da potenti led. L'effetto, ripreso da una telecamera, sarà proiettato sullo schermo in tempo reale creando immagini inaspettate ma legate a doppio filo alle leggi imprescindibili della fisica e i suoi ritmi ipnotici e ricercati faranno ‘tremare’ anche le mura della sacra chiesa di San Bernardo.
Se negli ultimi anni Z’EV si è dedicato alla ricerca di suoni semplici, primitivi ed acustici, con Cine-Cussion ritorna alle sue origini elettriche senza tralasciare però una sua caratteristica distintiva: le relazioni uniche tra lui, i suoi strumenti, il particolare spazio fisico della performance e l'energia del pubblico. Con Z’EV non ci si trova davanti ad un semplice concerto ma piuttosto ad un “rituale laico”, a un rito collettivo dell’era post industriale. Il suo stile rumoroso e ruvido nasconde infatti la profonda sensibilità artistica di uno dei musicisti più visionari del nostro tempo.
Z’EV, al secolo Stefan Joel Weisser inizia la sua carriera di artista nel 1969 ma è nel 1974 che comincia a lavorare sulle sottigliezze dei fenomeni acustici sviluppando una vasta gamma di strumenti concussivi e percussivi che hanno formato la base del suo lavoro da solista. È uno dei fondatori del cosiddetto Industrial Music/Art Movement. Dal 1994 fino al 2003 si ritira dall’attività artistica. Uscito dal silenzio nel 2003, la sua attenzione è ora puntata sulle collaborazioni e sulle performance in luoghi inconsueti.
Inizio performance: ore 22
Domenica 4 dicembre (ore 21)
La Libera Compagnia Teatrale M K Ultra mette in scena Beckett 2000

Quattro pièce teatrali di Samuel Beckett in un’unica soluzione viste ed interpretate dall’occhio distorto e la mente aperta dell’artista psichedelica Cristina Rovini.
L’alienazione, il dolore, ed il senso di impotenza sono sentimenti che hanno caratterizzato le sperimentazioni teatrali degli anni ’40 e ’50 ma al contempo sono diventati capisaldi del pensiero di tutta la seconda metà del Novecento andando a contaminare anche la cultura della gioia e della rivoluzione della psichedelia. Beckett 2000 vuole essere un omaggio al maestro dell’assurdo in chiave lisergica, un modo di dipingere l’umano attraverso immagini, musica, azione come in un enorme quadro psichedelico vivente.
Dopo 2 anni di sperimentazioni sul tema della solitudine e della vecchiaia affrontato dal grande drammaturgo irlandese la compagnia M K Ultra porta in scena al Cantiere Sanbernardo 4 pièce teatrali di Samuel Beckett (Va’ e vieni, Dondolo, Respiro, Non io ) in un’unica soluzione.
VA’ E VIENI (1965). “In Va' e vieni c'è solo un remoto, lieve senso di protezione e una reciproca illusione, un rituale andare e venire dalla luce all'oscurità e una reciproca tenera soppressione della conoscenza del male, e il dolore di ciò che è perduto per sempre si impone sul terrore, di ciò che sta per avvenire". (A. Alvarez)
DONDOLO (1981). In Dondolo, come in molti altri dramaticule, il copione identifica la protagonista attraverso una semplice lettera maiuscola (W, in questo caso: Woman, donna). In scena appare appunto una donna "precocemente invecchiata", vestita con un abito di merletto nero, elegante ma consunto, adagiata su una sedia a dondolo La sedia sembra dondolare autonomamente, senza che la donna compia alcuno sforzo per imprimere il movimento. Una voce fuori campo narra la storia di una vita solitaria in perenne ricerca di "qualcun altro come lei". Quando la voce cessa, la sedia si ferma di colpo, c'è una leggera diminuzione della luce. Allora la donna esorta "ancora". E la voce e l'oscillazione riprendono. In tutto, la voce parlerà quattro volte. Al termine della quarta fase, quando si stanno per consumare i quindici minuti di durata della pièce, echeggiano le ultime battute ("dondolala via, dondolala via"), la luce scema lentamente nel buio e la sedia si ferma, presumibilmente per sempre.
RESPIRO (1968). Probabilmente non esiste opera teatrale più estrema di Respiro di Samuel Beckett. Perché? Perché è un'opera senza attori, senza copione e della durata di soli 35 secondi. Nell'anno simbolo della contestazione giovanile, Kenneth Tynan, critico e animatore teatrale, allestì il musical erotico Oh, Calcutta! con l'intento di farne un manifesto della rivoluzione sessuale. Beckett si sentiva in debito verso Tynan perché in passato gli aveva negato l'autorizzazione per fare un film tratto dal radiodramma Tutti quelli che cadono. Così quando Tynan tornò alla carica chiedendo a Beckett di contribuire alla realizzazione di Oh, Calcutta! Beckett non seppe dire di no. Ma anziché epater le bourgeois con un testo erotico Beckett decise di scandalizzarlo con un testo estremo e antiteatrale. Nacque così Respiro. La leggenda vuole che Beckett inviò a Tynan il copione di Respiro (che - lo ricordiamo - è senza battute e si riduce dunque a una serie di brevissime indicazioni sceniche) scrivendolo direttamente sul retro di una cartolina.
NON IO (1972). C'è un elemento comune che lega alcuni tra i più celebri monologhi beckettiani: la dissociazione tra il protagonista, l'io-in-scena, da un lato e il testo, l'io-in-narrazione, dall'altro totalmente patologica come in Non io, dove la vecchia derelitta parla in terza persona, effetto di un processo psicologico di rimozione del suo squallido passato.
Info: www.cantieresanbernardo.it – info@cantieresanbernardo.it
Irene Sonnati
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