Sabato prossimo, 20 ottobre, alle ore 11.00, nel Cenacolo di Santa Croce, il vescovo ausiliario di Roma, Sua Eminenza monsignor Rino Fisichella e il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, parleranno degli ultimi giorni di Oriana Fallaci, prendendo spunto dal libro di Nencini "Morirò in piedi". Introdurrà l'incontro il direttore dell'Ansa, Giampiero Gramaglia.

Nella foto Oriana Fallaci
Una "religiosa" della libertà; libertà politica, di opinione, di pensiero, di parola; combattente in vita e di fronte alla morte; consumata, ma non logorata, da un amore indescrivibile per la sua città, Firenze, e per la sua regione, la Toscana. Questa era Oriana Fallaci negli ultimi mesi della sua esistenza, nel tempo in cui i pensieri più riposti, le inquietudini, i timori, sono inarrestabili e sinceri.
Le uniche persone che li hanno raccolti, che con lei ne hanno parlato, discusso, dibattuto, sono un laico e un cattolico, entrambi interpreti del pensiero libero di Oriana Fallaci: il vescovo ausiliario di Roma e rettore dell'Università Lateranense, monsignor Rino Fisichella, e il Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, che le consegnò a New York una onorificenza dell'Assemblea toscana. È la prima volta che Nencini e Fisichella hanno l'occasione di parlarne insieme in pubblico e forse potranno rispondere a chi ancora si interroga sul vero carattere, temperamento, natura, di una personalità come quella di Oriana Fallaci, in una parola, della sua vera identità, cioè del suo modo di vedere il mondo e di incontrarlo, della sua capacità di capirlo, di amarlo, di affrontarlo, di cambiarlo.
Un appuntamento e una testimonianza per molti versi decisivi per capire Oriana Fallaci; un modo per riflettere sul suo angosciato messaggio di libertà, considerata "un dovere, ancor prima che un diritto", dell'uomo.
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