
Nella foto Claudio Paolini
"A tavola nel Rinascimento" è l'edizione aggiornata dei luoghi del cibo, pubblicato nel 2004 e oramai praticamente introvabile di Claudio Paolini (Polistampa, pp. 96, 6 euro). Per l'occasione è stata ampliata la parte antologica e quella bibliografica, così come l'apparato iconografico, costituito da riproduzioni di stampe, incisioni e xilografie antiche. Si tratta di un saggio dettagliato sull'organizzazione degli spazi deputati alla cottura, la confezione e il consumo del cibo nella casa fiorentina tra XV e XVII secolo. Vi sono descritti utensili e suppellettili delle cucine rinascimentali (posate, piatti eccetera), come pure i sistemi per l'uso dei due elementi fondamentali adibiti alla cottura del cibo, ovverosia il fuoco e l'acqua (quindi focolari, camini e acquai). Colpisce anche la singolare panoramica sui maestri di bocca, cioè su quelle professionalità che ruotavano attorno alla tavola del signore (scalchi, coppieri, trancianti), nonché sulle buone maniere previste a tavola, fonte d'informazione preziosa per capire le diverse classi sociali. Singoli manufatti raccontano anche storie complesse. La trasformazione della punta del coltello da acuminata a stondata, come si osserva dalla fine del Seicento, si collega ad esempio alla sempre maggior presenza di carni bollite che soppiantano quelle arrosto, come pure alla volontà di imporre il divieto di nettarsi i denti con le punte dei coltelli durante e dopo i banchetti. "Gustosa" anche la sezione antologica con brani di Boccaccio, Sacchetti, Della Casa e molti altri, che offrendo un vivido spaccato della vita gastronomica del tempo ci danno una piena immersione nel clima descritto da Paolini.
Nicoletta Consumi - DEApress
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