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Contro la monodose in Valdisieve

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SVOLTA NELLA LOTTA CONTRO LA MONOPORZIONE IN VALDISIEVE: PASSO AVANTI
DEL COMITATO DEI GENITORI CONTRO LA MONOPORZIONE
  

Pontassieve 21 dicembre 2007 - Finalmente una svolta nella lotta alla monoporzione
nella Valdisieve, anche se giunta un po' tardi. 
I sindaci dei tre comuni che gestiscono il servizio di ristorazione scolastica nei
23 plessi del territorio per un totale di più di 2.000 pasti al giorno, hanno
accolto le richieste dei genitori, che, riunitisi in un comitato, da ormai due
anni danno battaglia nella Valdisieve. Verrà finalmente abbandonato il sistema di
somministrazione dei pasti cosiddetto a monoporzione, così come sempre richiesto
dai genitori. Si tratta di pasti serviti in vaschette di polipropilene
termosigillate in cui il cibo rimane per ore prima di essere servito ai bambini,
con tutti i relativi rischi per la salute e gli aspetti altamente diseducativi,
oltre all'alto numero di rifiuti prodotto quotidianamente. 
Se poi consideriamo che un pasto costa ai comuni più di 6 euro, facendo un po' di
conti, abbiamo visto che più di 8.000 euro in cibo viene gettato nei cassonetti
ogni giorno dalle nostre mense. Un sistema, che, fra l'altro, come ribadito più
volte dagli Assessori regionali Bramerini e Rossi, è fuorilegge e non adatto ai
bambini.
“E' stato un percorso lungo e difficile, durato quasi due anni, - dichiara Marco
Scilla uno dei portavoce del comitato – che ci ha portato prima a cercare le
strade del dialogo e della costruzione di un tavolo per affrontare il problema e
cercare una soluzione comune, tentativi più volte falliti; esasperati alla fine
siamo ricorsi alla Procura e alla Corte dei Conti. Dietro nostra segnalazione è
stata anche inflitta una sanzione ai tre comuni dalla Polizia Provinciale.
Chiediamo ora, anche alla luce della nuova legge sulla partecipazione approvata
ieri dal Consiglio regionale, di partecipare attivamente come rappresentanti dei
genitori e come utenti del servizio ad un tavolo che comprenda Regione, Provincia,
Asl, Comuni e scuola. Non vogliamo che vengano prese decisioni così importanti per
la crescita e l'educazione dei nostri figli senza di noi, così come è stato fatto,
sbagliando, quando fu scelta la monoporzione”.
Vogliamo approfittare di questa fase di cambiamento e di ripensamento ad un nuovo
servizio, come dichiarato dai Sindaci, per proporre una ristorazione scolastica di
qualità che preveda un maggiore utilizzo del biologico, locali più consoni al
momento del pasto, la filiera corta nell'approvvigionamento e corsi di educazione
alimentare per bambini e genitori. 
Sino ad ora abbiamo purtroppo registrato la pressoché totale chiusura delle
amministrazioni che in fatto di democrazia, di partecipazione e di rispetto dei
diritti di cittadinanza e in particolare dell'infanzia ancora hanno lunga strada
da fare.
Nel frattempo continueremo le nostre forme di cittadinanza attiva, tenendo sotto
controllo l'operato delle Amministrazioni e il rispetto dell'accordo che andranno
a firmare con la Regione. Anche l'astensione dall'attuale servizio mensa
continuerà fino alla fine dell'iter del cambiamento ed anzi il numero delle
adesioni è sempre crescente. 
In questi due anni sono venuti al pettine molti e aggrovigliatissimi nodi che non
si scioglieranno così facilmente con una dichiarazione o meglio una promessa.

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