Ha provocato molte contestazioni, la decisione presa dalla questura di Catania che ha emesso un decreto che limita la libertà personale nei confronti di un giovane di 35 anni, dipendente di un esercizio commerciale e con precedenti specifici in materia di stupefacenti. Il giovane è stato sorpreso da agenti della squadra mobile in possesso di una modica quantità di droga per uso personale, dentro il negozio e in orario di apertura. Il decreto, il primo emesso dalla Questura di Catania secondo l'articolo 75 bis della legge Fini-Giovanardi, e' stato convalidato dal giudice di pace. Il giovane per due anni ha l'obbligo di firma in un comando di polizia e l'obbligo di dimora nel Comune di residenza. Inoltre non potrà guidare e dovrà rientrare nella propria abitazione entro una determinata ora, non uscirne prima di un'ora prefissata e non potrà frequentare alcuni locali pubblici.
"Quello che abbiamo sempre denunciato in questi anni si sta verificando, la legge Fini provoca per i consumatori gli arresti domiciliari". E' quanto afferma Francesco Piobbichi, esponente de La Sinistra L'Arcobaleno. Il decreto, aggiunge Piobbichi, "il primo emesso dalla Questura di Catania secondo l'articolo 75 bis della legge Fini-Giovanardi, è stato convalidato dal Giudice di pace. Il giovane, per due anni, ha l'obbligo di firma in un comando di polizia e l'obbligo di dimora nel Comune di residenza". Inoltre, prosegue Piobbichi, "non potrà guidare e dovrà rientrare nella propria abitazione entro una determinata ora, non uscirne prima di un'ora prefissata e non potrà frequentare alcuni locali pubblici". Non stiamo parlando, conclude il responsabile del Settore droghe di Rifondazione comunista, "di una persona che guidava sotto effetto di sostanze mettendo in pericolo terzi, stiamo parlando di una persona che deteneva a fini di consumo personale una modica quantità di fumo. Altro che combattere le mafie - conclude Piobbichi -, la destra combatte contro i giovani e il Pd tace e acconsente".
Rezarta Selam Eminaj- DEApress