...con la linea 7 del metro.
Scendi a Flushing Main St. e ti ritrovi nel sud est asiatico: ristoranti e negozi si offrono alla nostra vista con insegne che recano i caratteri della lingue asiatiche. l'80 per cento delle persone che camminano per queste strade sono immigrati che provengono dalla Cina, Korea e Vietnam. Anche i giornali che vendono agli angoli delle strade sono scritti nella lingua di questi gruppi etnici.
La particolarita'del Queens, uno dei cinque quartieri di New York (anche se chiamarlo quartiere e' un po' riduttivo considerando quanto sono grandi i quartieri in questa citta') e' il suo carattere multietnico.
Se si riprende il metro e si scende dopo tre fermate a Corona Plaza noti subito la differenza: i tratti asiatici dei volti delle persone lasciano il posto a quelli latinoamericani. Cambiano le insegne e i ristoranti dove si servono tacos e tortillas prendono il posto di quelli che servono gli involtini primavera. In questa zona, al 34-56 della 107 st si trova anche la casa dove abito' Louis Armstrong e che adesso e' diventata un monumento nazionale, come del resto lo e' il grande musicista che qui ha vissuto per circa trentanni. Ma non e' solo "Satchmo" a poter vantare un luogo della memoria: anche le spoglie mortali di Miles Davis e Duke Ellington che si trovano nel cimitero di Woodlawn nel Bronx vengono omaggiate ogni giorno dagli orfani dei Grandi del jazz (compresa la sottoscritta).
Si risale sul metro', sempre linea 7 e dopo quattro fermate si scende alla 74 st e voila', eccoci in India.Negozi di sari, ristoranti che preparano samosa e chicken tikka accompagnano gli improbabili viaggiatori del mondo in metro' alla scoperta del subcontinente indiano in un quartiere. Anche qui cambiano le facce delle persone: donne vestite con i coloratissimi abiti tradizionali prendono il posto delle piu' scollacciate mujeres latinas.
Si riprende la linea 7 e dopo poco fermate si riapproda a Manhattan dove tutte le etnie si ritrovano mescolate.
A New York le comunita' piu' numerose sono quelle cinesi e latinoamericane. La lingua piu' parlata a New York non e' l'inglese ma lo spagnolo. Gli italiani invece non esistono piu'.
Nel famoso quartiere di Little Italy a Manhattan e in quello di Belmont nel Bronx che un tempo si identificavano appunto con la comunita'degli immigrati italiani adesso non restano altro che pochi ristoranti e negozi a testimoniare gastronomicamente la cultura italiana in una Disneyland per turisti, dato che quegli immigrati italiani che dagli inizi del secolo alla fine degli anni sessanta che sbarcarono ad Ellis Island,la madre di tutti i cpt, dove oggi esiste un interessantissimo museo che racconta di quegli sbarchi carichi di speranza, sono diventati degli americani a pieno titolo che non fanno piu' comunita' come facevano un tempo.
I nuovi immigrati italiani sono prevalentemente giovani che negli States vengono per studiare o lavorare per migliorare il proprio curriculum professionale e non fanno parte di una comuita' ben definita come era un tempo.
New York e' bella proprio perche' puoi fare il giro del mondo prendendo il metro'.
Angela
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Scendi a Flushing Main St. e ti ritrovi nel sud est asiatico: ristoranti e negozi si offrono alla nostra vista con insegne che recano i caratteri della lingue asiatiche. l'80 per cento delle persone che camminano per queste strade sono immigrati che provengono dalla Cina, Korea e Vietnam. Anche i giornali che vendono agli angoli delle strade sono scritti nella lingua di questi gruppi etnici.
La particolarita'del Queens, uno dei cinque quartieri di New York (anche se chiamarlo quartiere e' un po' riduttivo considerando quanto sono grandi i quartieri in questa citta') e' il suo carattere multietnico.
Se si riprende il metro e si scende dopo tre fermate a Corona Plaza noti subito la differenza: i tratti asiatici dei volti delle persone lasciano il posto a quelli latinoamericani. Cambiano le insegne e i ristoranti dove si servono tacos e tortillas prendono il posto di quelli che servono gli involtini primavera. In questa zona, al 34-56 della 107 st si trova anche la casa dove abito' Louis Armstrong e che adesso e' diventata un monumento nazionale, come del resto lo e' il grande musicista che qui ha vissuto per circa trentanni. Ma non e' solo "Satchmo" a poter vantare un luogo della memoria: anche le spoglie mortali di Miles Davis e Duke Ellington che si trovano nel cimitero di Woodlawn nel Bronx vengono omaggiate ogni giorno dagli orfani dei Grandi del jazz (compresa la sottoscritta).
Si risale sul metro', sempre linea 7 e dopo quattro fermate si scende alla 74 st e voila', eccoci in India.Negozi di sari, ristoranti che preparano samosa e chicken tikka accompagnano gli improbabili viaggiatori del mondo in metro' alla scoperta del subcontinente indiano in un quartiere. Anche qui cambiano le facce delle persone: donne vestite con i coloratissimi abiti tradizionali prendono il posto delle piu' scollacciate mujeres latinas.
Si riprende la linea 7 e dopo poco fermate si riapproda a Manhattan dove tutte le etnie si ritrovano mescolate.
A New York le comunita' piu' numerose sono quelle cinesi e latinoamericane. La lingua piu' parlata a New York non e' l'inglese ma lo spagnolo. Gli italiani invece non esistono piu'.
Nel famoso quartiere di Little Italy a Manhattan e in quello di Belmont nel Bronx che un tempo si identificavano appunto con la comunita'degli immigrati italiani adesso non restano altro che pochi ristoranti e negozi a testimoniare gastronomicamente la cultura italiana in una Disneyland per turisti, dato che quegli immigrati italiani che dagli inizi del secolo alla fine degli anni sessanta che sbarcarono ad Ellis Island,la madre di tutti i cpt, dove oggi esiste un interessantissimo museo che racconta di quegli sbarchi carichi di speranza, sono diventati degli americani a pieno titolo che non fanno piu' comunita' come facevano un tempo.
I nuovi immigrati italiani sono prevalentemente giovani che negli States vengono per studiare o lavorare per migliorare il proprio curriculum professionale e non fanno parte di una comuita' ben definita come era un tempo.
New York e' bella proprio perche' puoi fare il giro del mondo prendendo il metro'.
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