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Guinea- uccisioni in piazza

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Guinea: una mattanza con 150 morti 

 
Dopo le uccisioni incondizionate sulla popolazione il governo della Guinea dichiara un giorno di lutto nazionale  e cerca di passare per vittima di una strage che lei stessa ha ordinato.  Solo ora, due giorni dopo le manifestazioni di decine di migliaia di persone che lottavano per ottenre più diritti. Il numero dei morti è stato superiore a quello ammesso, a fatica, dalla fonti ufficiali. La popolazione si è adoperata per  soccorsrere i feriti che agonizzavano sui marciapiedi, i corpi rmai senza vita agli angoli delle strade verso lo stadio di calcio "28 settembre".
Organizzazioni indipendenti, impegnate nella battaglia per i diritti umani, parlano di 157 vittime e di 1283 feriti. sono stati sparati dalla polizia molti  colpi di arma da fuoco e sono state usate anche armi da taglio (probabilmente inferte con coltelli e machete), alcune ragazze sono state aggredite, pestate e violentate nelle case in cui avevano trovato rifugio.
"La situazione è ancora molto tesa, solo stamane sono tornate a circolare alcune macchine civili e i negozi hanno ripreso lentamente la loro attività. Il capo della giunta, il capitano Musa Dado Camara, il classico ufficiale che ha preso il potere con un colpo di Stato, si è presentato in tv e ha cercato di gettare acqua sul fuoco. Non si è assunto, ovviamente, la responsabilità di quanto è accaduto. Ha ammesso, candidamente: "Qualcuno ha esagerato. Hanno perso il controllo, io stesso non sono in grado di controllare tutti i soldati". Ma ha anche avvertito: "Nessuna manifestazione sarà tollerata. Ogni assembramento, di ogni natura, verrà considerato sovversivo. Ho dato ordine di intervenire con forza e durezza.". Poi ha sentenziato: "E'venuto il momento della riflessione e del dialogo. Invito tutti, dalle associazioni religiose, a quelle civili, ai leader dei partiti, a parlare di quanto è avvenuto". Ma l'appello è caduto nel vuoto. ....C'è poco da capire. La maggioranza del paese chiede giustizia, chiede che i responsabili della mattanza siano individuati e condannati. Francia e Belgio, le due grandi ex potenze coloniali che hanno continuato a sostenere la giunta con sforzi militari e forniture di armi, giocano la carta di sempre. Condannano con espressioni di dolore e di orrore e interrompono il flusso di materiale bellico che rimpingua le casse degli uni e degli altri. Fino al nuovo ordine. Il capo della giunta ha un solo obiettivo: garantire una giornata tranquilla per la festa dell'indipendenza che cade domani, 2 ottobre. In attesa delle elezioni di gennaio quando si candiderà a nuovo presidente della Guinea".   (Fonte la Repubblica) 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 01 Ottobre 2009 18:14 )  

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