I giovani parlamentari, nella seduta odierna, hanno approvato i lavori delle commissioni e i documenti finali, guardando alla programmazione degli eventi provinciali
Firenze – Un “Manifesto” in dieci punti, ovvero un decalogo per una scuola “a misura di studente”. E’ quanto hanno approvato oggi, riuniti in seduta, i giovani parlamentari toscani che, con lo sguardo ai dieci anni di vita del loro Parlamento, hanno fatto il punto sulle attività realizzate e si sono quindi concentrati sulle concrete problematiche di ogni giorno, sul significato dell’“essere studenti oggi”.
Nella scuola il “diverso” è ricchezza e non disagio, recita il primo punto del Manifesto. Da qui l’importanza dei rapporti interpersonali, con la partecipazione che può “riqualificare” la scuola, dove rappresentanza e formazione sono strettamente legate nell’educazione alla cittadinanza.
E ancora: la scuola può garantirci un’istruzione di qualità, magari anche promuovendo il merito e l’eccellenza attraverso una valutazione che sia strumento e non fine. Sui banchi la legalità è sinonimo di trasparenza e monitoraggio costante di tutti gli aspetti della vita e dello studio.
Nel documento non manca un passaggio sull’uguaglianza di genere: le pari opportunità nello studio consentono a tutti di potersi realizzare come persone. E per andare oltre i confini nazionali: la scuola oggi è in Europa solo se supera il provincialismo, grazie ad una dimensione dello studente più completa e complessa che in passato, con la possibilità di formare personalità equilibrate, consapevoli e responsabili, capaci di guardare al futuro.
I giovani parlamentari, inoltre, hanno approvato una nota per aprire un dibattito sull’uso del termine “razza” nella Costituzione e negli eventi ufficiali, ed iniziato una riflessione su un nuovo modello di rappresentanza scolastica.
Un percorso di impegno che ha un imperativo categorico: la partecipazione, che può essere vincente se accompagnata da una adeguata azione di sensibilizzazione. Gli eventi in alcune province stanno iniziando a dare i loro frutti, come hanno raccontato gli studenti, ma tutto passa dalla creatività e dall’impegno di chi gioca in prima persona la partita della condivisione: attraverso assemblee, conferenze, spettacoli, video, laboratori e quant’altro. La parola d’ordine resta sempre e comunque una soltanto: sensibilizzazione, un puzzle di tante iniziative che si chiuderà simbolicamente a giugno, con il tradizionale evento finale.
Intanto continua il dialogo tra Parlamento degli studenti e Istituzioni, che ogni anno è caratterizzato anche da un viaggio studio, che a maggio prossimo toccherà Strasburgo.
I giovani parlamentari torneranno presto a dare loro notizie, pubblicizzando i diversi eventi provinciali. (ps)
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