Alberto Tesi - Rettore Università degli Studi di Firenze
Saverio Mecca - Preside Facoltà di Architettura di Firenze
Roberto Bologna - Direttore del Dipartimento TAeD "Pierluigi Spadolini" di Firenze
Paolo Rissone - Presidente C.S.I.A.F.
Alberto Di Cintio - Regista del film
Alberto Manfredini - Dipartimento di Architettura di Firenze
Gianfranco Di Cesare - Direttore A.N.D.I.L.
Giuseppe Turchini - Preside Facoltà Ingegneria Edile/Architettura Politecnico di Milano
Il progetto di ricerca portato avanti da Alberto Di Cintio ha come obbiettivo l'indagine e l'analisi di un periodo dell'architettura contemporanea attraverso la documentazione e la rilettura critica dell'operato di grandi Professori e architetti che hanno operato a Firenze, principalmente come docenti di questo Ateneo, contribuendo quindi sia alla formazione degli studenti sia anche come teorici e fattivi ispiratori e creatori della produzione architettonica dei nostri anni. Dopo i film dedicati a Giovanni Klaus Koenig e a Roberto Segoni, Di Cintio ha lavorato su Mario Zaffagnini.
Mario Zaffagnini (1936-1966) era architetto, ma soprattutto insegnante per vocazione, Professore Ordinario delle Facoltà di Architettura di Firenze e di Ferrara.
Si era formato a Firenze, con Adalberto Libera, poi divenuto conosciuto e stimato progettista bolognese (Gruppo Urbanisti Città Nuova, fondatore della Società Edinricerche) aveva deciso di rinunciare al mondo professionale pur di non trascurare l'impegno universitario diventando docente a tempo pieno della Facoltà di Architettura di Firenze, e sotto la guida di Pierluigi Spadolini protagonista assoluto dell'introduzione ed affermazione dei processi di industrializzazione dell'edilizia in Italia.
Al culmine della carriera universitaria, aveva rimesso in discussione tutto sé stesso. Trasferitosi all'Università di Ferrara, vi aveva ritrovato l'amore dei suoi primi anni e cioè lo studio della Città come fenomeno etico-morfologico, incominciando da capo una nuova avventura didattica ed umana, per perseguire ancora con più forza quello che è stato il fine della sua vita: guidare per mano e far crescere con coscienza i giovani futuri architetti da una parte e i futuri docenti dall'altra. Il tutto con profondo altruismo.
Ha pubblicato una serie nutritissima di volumi, saggi ed articoli, a testimonianza di una cieca fiducia nella ricerca architettonica e nella sua capacità di poter cambiare le disfunzioni della nostra società, soprattutto per quanto attiene il disegno dell'ambiente urbano.
Il film ne rilegge e ripropone con la doverosa e utile attenzione il pensiero, l'attività didattica e le opere professionali, frutto di anni di operosa attività, nonché la sua profonda umanità ed abnegazione verso la missione accademica e scientifica rivolta alle future generazioni.
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