Riceviamo e pubblichiamo:
Venerdì 11 giugno al Centro Espositivo “Padiglione Antonio Berti” a Sesto F.no
“OLTRE LA PROSPETTIVA”
Alle ore 19 inaugurazione della mostra del pittore statunitense Matthew Bates
In esposizione anche opere in 3D (tecnica tridimensionale usata in cinematografia)
Firenze 9 giugno 2010 – Il ‘Padiglione Antonio Berti” a Sesto Fiorentino ospiterà dal 12 al 25 giugno una mostra del pittore americano Matthew Bates (è nato a Washington D.C. nel 1970) ma italiano d’adozione, essendosi trasferito a Firenze poco più che ventenne.
Il titolo “Oltre la prospettiva” dà l’idea di come l’artista in questi anni di lavoro abbia sempre cercato una visuale diversa delle cose che vede, senza però tralasciare mai la realtà. Per questo le sue opere innovative per un verso (l’uso della tecnica tridimensionale ne è un esempio) emozionano il visitatore collegandolo alla vita di tutti i giorni con oggetti tipici della nostra epoca.
La mostra sarà inaugurata venerdì 11 giugno alle 19 alla presenza delle autorità cittadine. Le visite saranno possibili da sabato 12 a venerdì 25 giugno con il seguente orario: 16-19 (chiuso il lunedì) con ingresso gratuito.
Il critico e giornalista Tommaso Paloscia ha scritto di lui: “… Le immagini, perfettamente eseguite da Matthew Bates attraverso una seria di procedimenti che si ripetono con estrema puntualità perché già codificati dalle sua filosofia e dalla sua poetica, rispondono ogni volta alla lenta e meticolosa elaborazione di un’idea suggerita dalla natura o dalle architetture o da un interno che rispecchi un certo ordine: dal soggetto-idea, diciamo, che il pittore ha inteso “vedere” in anteprima nella mente già come fosse un quadro finito; ossia con estrema chiarezza avanti di cominciare a riversarlo sulla tela. Cioè a dipingerlo.
I risultati in effetti corrispondono ogni volta a quelli voluti dalla impostazione mentale per cui ne consegue un realismo otticamente ordinato ma anche piacevole perché vi si mescolano tecniche diverse, dalla fotografia alla elaborazione digitale, al segno che personalizza le prospettive, alla stesura del colore usato in funzione di quei valori prospettici. Sarei tentato di dire che, approssimativamente, ci si trovi per certi versi dinanzi a una sorta di iperrealismo alla Estes, noto artista americano degli anni Settanta a anzi uno
dei migliori esponenti di quel movimento impegnato negli Stati Uniti nel riferire “seccamente” la realtà; anche se Matthew Bates, pittore americano anche lui ma giovane delle ultime leve, non segue pedissequamente il suo illustre predecessore che si era particolarmente distinto nel ripudiare qualsiasi interpretazione della realtà sensibile”.
BIOGRAFIA
Matthew Bates_Washington, D.C. 1970
Matthew Bates è nato a Washington D.C. nel 1970. I suoi genitori sono entrambi artisti. Suo padre, Stephen Bates, è clarinettista nell’opera di Washington D.C. e pittore astratto; la mamma, Isabella, è un’insegnante di canto e meditazione; la sorella, Jessica, è attrice di teatro a New York.
A 18 anni si è trasferito a San Francisco per frequentare l’Academy of Art College. Mentre era ancora uno studente, un suo insegnante lo ha convinto a visitare Firenze per osservarne le bellezze. Matthew ha fatto di meglio facendo di questa città la sua casa a soli 20 anni. Firenze ha avuto un impatto incredibile sulla sua arte, facendo mutare i suoi dipinti astratti creati in America in quelli ad olio e molto realistici realizzati in Italia.
Nel 2000 Bates perfeziona e raggiunge l’apice di un’unica ed innovativa tecnica artistica. Con la sua Nikon rielabora numerosissimi scatti rendendo possibili orizzonti impossibili all’occhio umano andando oltre la prospettiva. L’immagine così elaborata raggiunge per Matthew la perfezione rendendo le sue opere superbe, merito di una qualità caparbiamente ricercata unita alla volontà di realizzare opere di dimensioni sempre più estese.
Matthew Bates è adesso in grado di allargare lo spazio ed il tempo offrendo una visione solo apparentemente normale mentre nella realtà, se fossimo lì, non sarebbe possibile osservare tutta l’immagine nello stesso momento così com’è dipinta sulla tela. Matthew ha in questa maniera riprodotto dipinti con tre punti di prospettiva, ampliando la realtà, regalandoci l’occasione di vedere qualcosa di impossibile ai nostri occhi.
L’artista chiama questa sua tecnica “Magic Realism” - Realismo Magico. Fra le opere più recenti, la rappresentazione del Campanile di Giotto esprime perfettamente la sua applicazione. Per realizzare questo inganno ad arte
Matthew ha scattato alcune fotografie ad una distanza di 20 metri dalla base del campanile, in modo che se una persona guardasse la cima, non sarebbe in grado di vederne anche la base mentre nel quadro questo è possibile, si vedono entrambe nello stesso momento.
A 40 anni, si può dire che Matthew è ancora agli inizi della sua carriera, ma se guardiamo indietro ai suoi 25 anni di pittura, si vede una crescita impressionante per un giovane artista. Bates non ha paura delle nuove tecnologie, mentre ha molto rispetto per l’arte del passato e per ciò che gli può dare nel suo sviluppo artistico. La modernità della sua progettazione fotografica affonda le sue radici nelle tecnica tradizionale, infatti l’artista, dotato di una straordinaria capacità grafica, riproduce su tela a mano libera il soggetto da lui elaborato.
Firenze è una grande maestra per Matthew come lui stesso afferma: “A volte, mentre sto dipingendo, sento come una voce sopra la mia spalla, la voce di Michelangelo che dice, Matthew, puoi fare di più!”.
Bates ha vinto numerosi premi nel mondo dell’arte ed ha esposto le sue opere in prestigiose gallerie negli Stati Uniti. Recentemente la sua vita è stata ripresa dalle telecamere di Sky TV in una monografia intitolata “Art in Progress”.
Tra i tanti aspetti che colpiscono della pittura di Matthew Bates ci preme evidenziare che è riuscito ad ottenere la tridimensionalità dell’opera grazie ad un sapiente uso del colore unito alla moderna tecnica 3D usata in cinematografia, offrendo allo spettatore una innovativa ed unica espressione della tecnica ad olio.
Difatti osservando una delle sue opere con l’ausilio degli occhiali per il 3D si può apprezzare la sua pittura nella costruzione delle prospettive irreali maggiormente esaltata nella tridimensionalità.
Si può comunque godere delle sue opere, grazie alla cromia necessaria per creare l’effetto 3D, anche senza l’ausilio degli occhiali apprezzandone una personale e moderna visione di pop art.
Matthew Bates è rappresentato da “Galerie Neel” a Paris & Cannes, e da “EVENTUALMENTE” a Firenze. Le sue opere si trovano in numerose collezioni private negli Stati Uniti e in Europa.
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