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Firenze: i 100 luoghi del sindaco Renzi

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riceviamo e volentieri pubblichiamo

 


CITTADINI AREA FIORENTINA

comitati dei cittadini - Firenze

avventure in citta'

100 LUOGHI

FRA PARTECIPAZIONE E ORGANIZZAZIONE DEL CONSENSO

Già prima delle vacanze estive si erano tenute delle assemblee presso i Quartieri, che davano inizio al “processo partecipativo” sul Piano Strutturale (fase della Verifica intermedia). Nei giorni scorsi il sindaco Renzi ha voluto e organizzato, ancora attraverso la stessa Società di progettazione “Avventura Urbana”, 100 assemblee in contemporanea in 100 luoghi diversi e significativi, subito prima della adozione del Piano Strutturale.

Dirigenti e funzionari del Comune, opportunamente addestrati, hanno coordinato, presentato, accolto, fotografato, davanti all’opportuno cartellone pubblicitario, i cittadini che si sono sentiti gratificati dell'attenzione e, oltre a parlare, hanno potuto lasciare i loro commenti sulle apposite cartoline.

Hanno introdotto il dibattito assessori o consiglieri comunali (ovviamente solo della maggioranza), che hanno illustrato il significato e il valore politico dell'iniziativa. Qualcuno ha potuto così affermare che si è trattato di una riunione di una parte politica, pagata però dall’Amministrazione comunale con soldi pubblici. Ma si deve riconoscere che i cittadini hanno partecipato: si parla di più di 10.000 presenze – che  però scendono di varie migliaia se si escludono coloro che hanno partecipato a visite guidate a luoghi non ancora aperti normalmente al pubblico, come il “mitico” nuovo Palazzo di Giustizia.

I cittadini, affamati da lunghi anni di digiuno partecipativo, hanno comunque dato un segnale: sono fortemente interessati a dire la loro.

Il sindaco Renzi ha cercato anche in questo caso di marcare, di sicuro almeno nella forma esteriore,  il suo distacco dalla esperienza di governo - cupa (anche per le note incidenze penali) - del politicamente modesto Domenici. Ma se la cosa vuol davvero essere credibile e seria, cioè non esaurirsi nella “fiammata” mediatica con forte esposizione anche nazionale (che pare interessare assai al sindaco) – ma il problema non è solo quello – bisognerà andare avanti con passi nuovi e spediti. Ci permettiamo di dare alcuni suggerimenti.

 La prima cosa che emerge dall'iniziativa è che frantumando la città in 100 luoghi più o meno puntiformi, più o meno invitanti solo a problemi minuti , si è di fatto sottratta ai cittadini la possibilità di discutere delle strategie globali messe in atto dall'Amministrazione comunale, di mettere in gioco l'idea di città, non solo i marciapiedi, i cortili, le piazze, le singole questioni decontestualizzate, l'arredamento urbano, la scelta delle decorazioni – pure importanti.

I cittadini hanno avuto l'opportunità di far ascoltare i loro lamenti. Ma questo non basta. Ammaestrati da lunghi anni di critica, di studio, di indagini, chiedono di incidere sulle scelte di fondo: quali i tracciati della tranvia, il passaggio in sotterranea dell’ alta velocità, la mobilità ferroviaria, automobilistica e ciclabile, il destino delle aree ferroviarie e dei contenitori dismessi, la localizzazione della cittadella viola, la tutela delle aree collinari.  Insomma, in quale città dovranno vivere.

 In questo senso, a partire da questa esperienza limitata, parziale, che costituisce comunque un tentativo di confronto fra Amministrazione comunale e cittadini, si dovràavviare un vero processo partecipativo.

Ciò richiede, secondo noi, alcune preliminari condizioni.

 - Che non si confonda un percorso informativo ed esplorativo, quale è stato quello del 28 settembre, con la partecipazione vera e propria, nella quale i suggerimenti e le idee dei cittadini (forniti dei mezzi, degli spazi, delle conoscenze e del tempo necessari e incoraggiati ad auto-organizzarsi) contribuiscano a formare il progetto per quel determinato luogo.

- Che, in questo senso, tenendo conto della storia e delle esperienze partecipative di Firenze, in primo luogo dei Consigli di Quartiere, si convertano questi ultimi (non relegandoli alla semplice funzione di cinghia di trasmissione delle decisioni dell’amministrazione, o alla gestione dei servizi di base, alla manutenzione o all’assistenza sociale) a luogo dove si sperimenta la trasformazione urbana e si decide veramente su tutte le problematiche che investono la vita dei cittadini.

- Che non si appalti la partecipazione all’esterno improvvisandone poi la gestione con funzionari impreparati circa le modalità di svolgimento, di raccolta dati e di restituzione tipiche dei veri processi partecipativi, ma che si istituisca un apposito ufficio comunale dotato delle necessarie competenze tecniche e amministrative per assolvere questo delicato compito, che sia in grado di accompagnare autorevolmente tali processi trasformandoli in una preziosa risorsa per le scelte della Amministrazione.

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