DEApress

Sunday
Nov 08th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Le Barsane all'Odeon di Firenze

E-mail Stampa PDF

“Barsane. Venditrici ambulanti dalla Toscana al Nord Italia”

9 novembre all'Odeon  - Firenze

Scheda:

Progetto e ricerca storica: Adriana Dadà, storica, Università di Firenze

Videocumentarista e regista: Nancy Aluigi Nannini, antropologa

Colore, mini dv, pal, 34 min., 2009.

             Il videodocumentario Barsane: Venditrici ambulanti dalla Toscana al Nord Italia è il frutto di un lavoro pluriennale sul tema “Donne, lavoro, migrazioni” in un'area della Toscana, la Lunigiana, che, per almeno due secoli, ha visto partire donne e uomini da una zona “arretrata” per lavorare in altre aree dell'Italia e all'estero.

            La documentazione archivistica segnala già nella prima metà dell'Ottocento,- in tempi di prevalente migrazioni maschili - una presenza notevole per quei tempi di donne che si spostano per lavoro o per mendicare. Nel secolo seguente questi flussi divengono ancor più ampi e le donne, da sole, con la famiglia, o “serve” di piccoli imprenditori - i “padroni” - si specializzano nella vendita ambulante di piccola chincaglieria e maglieria. Il loro lavoro si svolge girando cascine, piccoli borghi o periferie della città, per vendere “porta a porta”, in un'area che va dal Nord dell'Emilia alla Bassa Lombardia ad alcune zone di Piemonte e Veneto. Dai primi passaporti ottocenteschi quest'area definita Bresciana, si trasforma nel linguaggio dialettale in barsana e barsan vengono chiamati quelli che partono, dapprima con un lavoro stagionale; dagli anni '30 del Novecento saranno costretti a sedentarizzarsi a causa delle leggi fasciste su lavoro e migrazioni, facendo poi “fortuna” nel periodo del boom economico postbellico. In quella fase la specializzazione nella vendita di maglieria si farà ancora più definitiva, anche grazie al legame con il settore produttivo in espansione, in particolare con il distretto di Carpi.

            La memoria di queste migrazioni che hanno creato una catena di microimprenditorialità specializzata è rimasta sepolta a causa della nicchia produttiva in cui queste donne si sono collocate, quella della vendita ambulante, dapprima itinerante e  generica, poi specializzata nel settore della maglieria; sepolta per il non riconoscimento di genere dato a questo lavoro, definito genericamente dei “barsan”, annullando nel maschile plurale una forte e fondamentale presenza femminile, d'altronde testimoniata dalla documentazione archivistica e dalla memoria “diffusa”. Una memoria sepolta anche dagli studi sul secondo dopoguerra che si occupano degli aspetti preminenti legati al boom economico - crisi del settore agricolo, sviluppo dell'industrializzazione, migrazioni di massa dal Sud -, dimenticando la complessità del fenomeno, al quale appartengono anche in varie parti del paese settori di produzione apparentemente “arretrati”, come il lavoro a domicilio, il lavoro a nero e, appunto, il commercio ambulante.

            Con questo lavoro abbiamo recuperato la storia e le storie di individui in carne ed ossa, dando letteralmente volto e voce a un centinaio di donne che rappresentano le migliaia che hanno vissuto questa esperienza. Donne uscite da un mondo contadino fra i più arretrati per arrivare nel Nord Italia, in un'area che è stata il cuore dello sviluppo economico sia della prima fase d'industrializzazione, che nel secondo dopoguerra. Qui queste donne con le loro famiglie, attraverso un lavoro duro e poco riconosciuto, hanno potuto emergere sia dal punto di vista economico che identitario.

            Anche se il loro ruolo di piccole imprenditrici e di breadwinners è stato nascosto a lungo da scelte politiche e culturali non rispettose della differenza di genere, le storie di queste donne e di tanti gruppi familiari ricostruiti fino a tre generazioni antecedenti l'attuale, attraverso le fotografie e le fonti orali, ci offrono materiali di riflessione sia a livello storico che sociale.

            Sul piano storico ci sarà da  interrogarsi ora ancor di più sul modello di sviluppo italiano che, ancora nella fase del “miracolo economico” del secondo dopoguerra, usa modi “arcaici” di espansione economica come il lavoro femminile e minorile, le migrazioni stagionali, i sottocircuiti commerciali come quello dell'ambulantato, che paiono appartenere a modelli economici da ancien régime.

            Il progetto, partito dalle ricerche in archivi statali e comunali, ha puntato a far emergere la memoria femminile e della storia delle donne nell'area, con un articolato programma di interventi sul territorio del comune di Bagnone – il punto di partenza più importante di queste migrazioni – attraverso conferenze, eventi, laboratori, coinvolgimento delle scuole del Comune e della Lunigiana, vere e proprie campagne di sensibilizzazione e di “scavo”, che hanno permesso di rintracciare materiali documentari, in particolare fotografie e fonti orali.  

            Nelle maggior parte delle occasioni le videoregistrazioni sono state realizzate con gruppi di donne attivatesi sul tema e “protagoniste”, oltre che della storia, della ricerca. Questa impostazione della ricerca partecipata, o, come amiamo definirla, “corale”, produce materiali particolarmente significativi perché attiva una memoria viva, in qualche caso quella memoria contemporanea agli avvenimenti, con tutta la spontaneità e vivacità poi restituite dal montaggio. La ricerca congiunta di fotografie e fonti orali, se in qualche caso ha creato problemi alla videoregistrazione, ha permesso in molti casi un'interazione costante fra le memorie individuali e quelle “corali” che ha arricchito non poco la ricerca. Invece di mettere in scena le interviste in un ambiente controllato, abbiamo infatti preferito seguire le persone nei loro luoghi e negli spazi privati. Il lavoro di montaggio ha cercato di render conto, non solo del fenomeno quasi  sconosciuto di questo lavoro ambulante delle “barsane”, ma anche del processo da cui sono nati i materiali sia videoregistrati che fotografici.

            I materiali prodotti dalla ricerca sono stati depositati presso il Museo Archivio della Memoria di Bagnone; la parte della ricerca documentaria e fotografica ha dato vita al volume Barsane. Venditrici ambulanti dalla Toscana al Nord Italia (Firenze, Morgana, 2008) e una mostra, Le Barsane, esposta nei locali del Museo e visibile nel museo virtuale del sito.

            Il videodocumentario è visionabile anch'esso nel sito del Museo Archivio, insieme ad altri, prodotti da Adriana  Dadà e Nancy Aluigi Nannini, dedicati alla storia di donne e uomini migranti: Donne, uomini e bambini in guerra, Donne di Lunigiana, parte I e parte II, Valigie di cartone, Bagnone-Losanna-Casablanca. Da Bruno a Omar, Donne di Lunigiana in Svizzera.

www.museoarchiviodellamemoria.it/ (sezione museo virtuale, in fase di ristrutturazione che sarà terminata entro la fine di ottobre).

             Il video ha vinto nel 2009 il premio del primo concorso per la videoricerca bandito dall'Associazione di Storia Orale (AISO), che si impegna con quell'atto a “farlo circolare nelle sedi istituzionali, università e sedi culturali”.

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 07 Novembre 2026
IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E ARCHIVIO D.E.A. CERCA GIOVANI UNIVERSITARI PER AMPLIARE IL CENTRO STUDI E LA REDAZIONE DEAPRESS,PER ORGANIZZARE REPORTAGE,  INCHIESTE, DIBATTITI SOCIALI E CULTURALI.  SCRIVERE AREDAZIONE@DEAPRESS.COM OPP...
Silvana Grippi . 07 Novembre 2026
XXI FESTIVAL MEDIAMIX 2026 condotto dalla Galleria D.E.A. durante i tre laboratori organizzati C/o il Comune di Firenze Q.2 la giuria ha selezionatocome migliori comunicatori d'arte  i seguenti artisti, scrittori e registiAppuntamento per ...
simone fierucci . 06 Novembre 2026
FRANCESCO CITO, SULLA TERRA CHIAMATA PALESTINA: MOSTRA A MILANO Sabato 21 novembre 2026, ore 19, Opificio della Fotografia inaugura “Sulla terra chiamata Palestina” di Francesco Cito, a cura di Federicapaola Capecchi, prima mostra del gemellaggio...
simone fierucci . 06 Novembre 2026
Giovanni Caprio per https://www.pressenza.com La povertà alimentare in Italia riguarda 5,4 milioni di persone, che non possono permettersi un pasto proteico almeno ogni due giorni. Nel 2025 quasi 1 persona su 10 in Italia vive una forma di...
Silvio Terenzi . 06 Novembre 2026
Miria M."Rocky. Il tempo che ci è stato regalato" Miria M., pseudonimo di Miria Marta Manes, racconta l'amore, la malattia e la memoria nel suo esordio letterario "Rocky. Il tempo che ci è stato regalato", pubblicato in forma indipendente nel se...
Silvana Grippi . 06 Novembre 2026
FESTIVAL MEDIAMIX condotto dalla Galleria D.E.A. festeggia tre laboratori organizzati presso il Comune di Firenze Q.2 sono stati selezionati i seguenti artisti Pittura – Scultura – Grafica - Illustrazioni Yalitza Altamirano Valle - Paolo ...
Silvana Grippi . 06 Novembre 2026
 Seminario su Pratolini, intervista a Maurizio Lampronti presso il centro DEA.    (fare "click" sull'immagine sottostante per avviare il video) 
Silvana Grippi . 05 Novembre 2026
Lo smantellamento della MINURSO rappresenta una perdita enorme per il Sahara Occidentale e per la difesa dei diritti umani. Il popolo saharawi resta senza osservatori e questo causerà una rimozione ulteriore per il problema dell'autodeterminazione si...
Fabrizio Cucchi . 05 Novembre 2026
Si ricorda il giornalista Franco Mariani che si è battuto per il riconoscimento delle onoranze pubbliche degli angeli del fango. .      

Galleria DEA su YouTube