Presenta
In occasione del 70 anniversario dalla morte di Antonio Gramsci
Venerdì 27 Aprile 2007, ore 21.00
Teatro Grazia Deledda, Paulilatino
L’Effimero Meraviglioso
NONOSTANTE GRAMSCI
Le donne di Antonio
Di Adele Cambria
Riduzione e adattamento di Maria Assunta Calvisi
Con Luana Brocato, Lucia Incarbona
Cristiana Camba, Teresa Spano
Voce di Gramsci: Nino Nonnis
Riprese e montaggio video: Valentino Cappai
Per il video, gli attori: Miana Merisi, Luigi Tontonarelli
Giulia Fo, Chiara Farci, Valentina Bellu
Musiche originali: Rossella Faa
Cantante: Stefania Secci
Arpa: Marcella Carboni
Violino: Alessandra Cocco
Violoncello: Gianluca Pischedda
(il canto funebre è eseguito da Rossella Faa)
Assistenta alla regia: Manuela Cau
Costumi: Marco Nateri
Luci: Stefano Delitala
Il pensiero di Antonio Gramsci, preveggente e anticipatore come solo quello
partorito da grandi menti può essere, è stato studiato, analizzato, condiviso,
contestato, in ogni caso tradotto in tutte le lingue, insegnato nelle scuole.
Le sue lettere dal carcere ci hanno poi aperto una porta sul mondo interiore,
intimo, sui suoi affetti, sulle sue curiosità, amarezze, convinzioni, delusioni,
nonostante tutto speranze…
Ma a chi raccoglieva i suoi fogli, non erano sembrate particolarmente significative
le lettere di sua moglie Giulia Schucht e della sorella di lei, Tatiana: “odorano
di marmellata e bambini, insignificanti! Lettere di donne…”.
Quando Adele Cambria, donna e giornalista in quegli anni Settanta fervidi di
movimenti e tensioni ideali, decise di raccogliere queste lettere e quelle giovanili
dell’altra sorella, Eugenia, per farne un testo teatrale da presentare presso
“La Maddalena” di Roma, luogo storico del teatro delle donne, forse non
immaginava di gettare luce su una storia straordinaria, unica che avrebbe suscitato
ancora oggi interesse ed emozione. In quegli anni ci si domandava se il privato
poteva avere un significato politico. L’amore come rivoluzione? Oggi molto è
cambiato. Questi sembrano discorsi scontati e banali. Eppure questa domanda resta
sospesa in più di trenta anni di distanza, ci restituisce tutto il peso di quella
domanda in più facendoci conoscere l’uomo, Antonio attraverso un’altra
prospettiva, molto più intrigante e sfaccettata: quella delle donne (la moglie e le
cognate). Un uomo con delle contraddizioni, (forte, fragile, tenero, razionale,
intransigente, accogliente, sordo…)che ha in ogni caso, segnato profondamente le
loro vite. Un uomo amato, cercato, desiderato, con disperazione nella lontananza e
separazione (come nel caso della moglie Giulia che vivrà per il resto della sua
vita, in un andare e venire dai manicomi); assistito e curato per gran parte della
sua prigionia ma in una vicinanza vissuta perennemente come sostituzione (nel caso
della cognata Tatiana, donna con un corpo percepito solo attraverso la malattia);
vissuto come un antagonista affettivo per l’impossibilità ad avere una propria
dimensione affettiva (nel caso dell’altra sorella Schucht, Eugenia, da giovane
trepida innamorata proprio di lui, Antonio). Tre diverse vite con un denominatore
comune: il senso di privazione, la corporeità mancata, negata, frustrata.
Paradossalmente Antonio da celle strette ed anguste, dentro un corpo martoriato
riusciva a guardare il mondo e viveva nonostante tutto una vita sua, fatta di
piccole cose quotidiane e di grandi idee. Le tre sorelle Schucht, dentro il vasto
mondo, hanno proteso i loro corpi e le loro menti verso quelle celle rimanendone
perennemente prigioniere. Nello spettacolo una quarta donna, una donna di oggi che,
mentre ci guida alla riscoperta di questa storia dove i sentimenti più profondi si
intrecciano con vicende storiche e politiche, indaga dietro di sé alla ricerca di
ciò che accomuna le donne, di ieri e di oggi.
Serate al Deledda
14€ Biglietto Intero
10€ Biglietto Ridotto*
*Possono usufruire della riduzione i giovani sino a 15 anni, gli studenti e gli over 65 anni
Per informazioni e prenotazioni
Tel. + 39 0785 566024 - Fax +39 0785 566142
www.teatroinstabile.it info@teatroinstabile.it
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