Un ricco cartellone di opere nazionali e internazionali di recente produzione, ed in gran parte inedite per il nostro paese, che spaziano dal documentario alla fiction, all’animazione. Film, documentari, incontri con gli autori per affrontare diversi temi: omosessualità e fede; nuove famiglie e omogenitorialità; omosessualità in contesti rurali e di provincia; omofobia e intolleranza; AIDS, con un’intera giornata dedicata all’argomento, il 1°dicembre, organizzata in collaborazione con l’Assessorato al Diritto alla Salute della Regione Toscana.
Nella prima serata il festival sarà ufficialmente” aperto da un site specifc work a cura di Brunellla Baldi (progetto Massimo Poccianti), Scarniture, con performaces liberamente tratte da Brokeback Mountain, Miriam si sveglia a mezzanotte, Le lacrime amare di Petra von Kant e performance finale a sopresa sul palcoscenico dell’Odeon.
Il festival quest’anno presenta oltre 29 titoli tra lungo e cortometraggi con nove anteprime italiane ed europee. Tra queste il documentario Cul de Sac di Ramin Goudarzi Nejad e Mashad Torkan (presenti alla proiezione), basato sulla vicenda reale di Kiana Firouz, lesbica iraniana che rifugiata in Inghilterrra incontra Sayeh, giornalista e militante, impegnata sul tema dei diritti umani in Iran; Out in the Silence di Joe Wilson and Dean Hamer, un sorprendente viaggio tra amore e odio nell'America rurale, tra bullismo, radicalismo religioso, omofobia ed inaspettata solidarietà. Tra i lungometraggi in anteprima, Nacidas para Sufrir dello spagnolo Miguel Albaladejo, ironica commedia ambientata nel sud della Spagna, racconta l’amore tra due donne, un’anziana e la sua domestica tuttofare, amore che scombussolerà tutto il paese e le reciproche famiglie. Il film sarà distribuito in Italia da Atlantide Entertainment nella sua linea Queer Frame. Si segnala inoltre Prodigal Sons di Kimberly Reed, un documentario che ha ottenuto numerosi riconoscimenti in diversi festival e nel quale le problematiche dell’orientamento sessuale, dei legami familiari e della malattia mentale vengono esplorate dalla regista con intensità e sincerità, raccontando il proprio percorso nella provincia americana. Anteprima mondiale per il documentario svizzero Due padri per David di Renato Pugina che affronta il tema della genitorialità di gay e lesbiche. Il documentario, girato nell’arco di un anno, segue Mario e Valter nel loro percorso verso la genitorialità, tra l’Italia e la California, tra desideri, sogni e paure di una coppia gay che desidera fortemente un figlio. Il regista sarà presente in sala con le ‘Famiglie Arcobaleno’.
Quest’anno il festival dedica un focus speciale al tema Omosessualità e Fede con una giornata (domenica 28 novembre) ricca di ospiti e anteprime, il cui evento centrale sarà la proiezione alla presenza dei produttori Daniel Sladek e Chris Taffee del film Prayers for Bobby di Russel Mulcahy (regista del cult Highlander), film intenso e drammatico che racconta la storia vera di una madre e di un figlio e delle loro comunità. Grazie anche ad una superba interpretazione di Sigourney Weaver, nel ruolo della madre, il film ha ricevuto negli Stati Uniti grande attenzione dal pubblico e unanime consenso dalla critica. Nelle intenzioni del produttore, presente alla proiezione, e del distributore quella di rendere il film uno strumento di confronto e dialogo, e proprio per questo l’ingresso alla proiezione sarà gratuito. Nel corso della giornata verranno anche presentati i risultati di una ricerca su religione e omosessualità svolta in collaborazione con l’Università di Firenze. Tra gli altri titoli in programma nella giornata, oltre ai già menzionati Cul de Sac di Ramin Goudarzi Nejad e Mashad Torkan e Out in the Silence di Joe Wilson and Dean Hamer, Fish out of Water di Ky Dickens (presente in sala con la produttrice e attrice Fawzia Mirza), divertente e intelligente ani-doc che analizza contestualizzandoli i passi dei sette versetti delle Scritture usati solitamente per condannare l’omosessualità; Children of God del giovane e applauditissimo Kareem Mortimer, ambientato nelle bellissime Bahamas, tanto belle quanto soffocate da radicalismo religioso e omofobia con il suo volto più crudele ed ipocrita.
Un finestra sul Nuovo Cinema Queer Latino-Americano che sta riscuotendo successi e consensi di pubblico e critica in moltissimi festival internazionali: in programma film provenienti da Argentina, Brasile, Perù e Caraibi, paesi nei quali si vanno affermando quei diritti civili ancora negati in Italia. Si segnalano: Contracorriente di Javier Fuentes-León, già vincitore del premio del pubblico al Sundance festival e selezionato per rappresentare il Perù agli Oscar per miglior film straniero; Plan B, soprendente esordio alla regia dell’Argentino Marco Berger, presentato al Festival di Roma nel 2009, e recentemente acquisito dalla casa di distribuzione torinese Atlantide Entertainment nella sua linea Queer Frame; Dzi Croquettes, di Tatiana Issa e Raphael Alvarez (presente in sala) straordinario documentario che ricostruisce non solo un pezzo di storia recente e misconosciuta del Brasile ma anche quella del gruppo che ha fatto la storia della cultura pop e queer a partire dagli anni settanta.
Non possono mancare nella rassegna titoli che hanno raccolto successo di pubblico e di critica nei principali festival lgbt in Italia e nel mondo: BearCity di Douglas Lagway, graditissimo ospite all’apertura del festival, un Sex and the City in versione grassa, grossa e pelosa, inno orgoglioso e divertito alla sottocultura ursina; And then came Lola di Ellen Seidler e Megan Stiller ispirato all’ormai classico Lola corre di Tom Tykwer; il coraggioso e toccante documentario autobiografico fresco vincitore del premio della giuria al 23° Festival LGBT di Montreal Postcard to Daddy di Michael Stock (presente alla proiezione); Hannah Free, di Wendy Jo carlton, meravigliosamente interpretata dall'icona Sharon Gless (Queer as Folk), e che affronta la tematica delle unioni omosessuali, della definizione di famiglia e delle difficoltà derivanti dal vedere la persona amata diventare anziana e fragile; il sorprendente e pluripremiato Topp Twins: The Untouchable Girls della neozelandese Leanne Pooley, sulla vita delle amatissime e strabilianti gemelle Topp, icone gay e tesoro nazionale della Nuova Zelanda allo stesso tempo; il thriller The Owls, di Cheryl Dunye, coraggioso progetto nato dalla collaborazione tra artisti e filmmakers uniti in un collettivo artistico multietnico che unisce fiction e interviste alle protagoniste stesse con lo scopo di creare un nuovo modo di fare cinema; Ander, di Roberto Cáston (presente in sala), originale e intensa storia d’amore e ritratto insolito di vita gay rurale nella campagna basca, realizzato anche grazie al supporto del Dipartimento alla Casa e agli Affari Sociali del Governo Basco che lavora con la locale comunità GLBTI; il film sarà distribuito in Italia da Atlantide Entertainment nella sua linea Queer Frame; dal francese Jean-Jacques Zilbermann (presente alla proiezione), L’ Homme est une femme comme les autres e La Folle histoire d'amour de Simon Eskenazy, due originali commedie che, riprendendo le vicende dei protagonisti a dieci anni di distanza, trattano con freschezza e intelligenza i temi dell’identità trans, dell’omogenitorialità, della tradizione ebraica e del rapporto genitori-figli; i due pinguini gay innamorati di The Gus & Waldo Show, dalla matita di Massimo Fenati (presente alla proiezione), che hanno spopolato in tutto il mondo e che finalmente sbarcano al cinema da protagonisti. Fabio Canino presenterà il libro giovedì 2 dicembre al cinema Odeon.
Tra i titoli italiani in programma, si segnalano Felliniana di Simone Cangelosi e Luki Massa (presenti alla proiezione), dedicato a Marcella di Folco e alla sua avventura cinematografica con Fellini; La Capretta di Chagall di Silvia Novelli (presente alla proiezione), vincitrice come miglior corto alla 25° edizione del Torino GLBT Film festival; Pisa 1979-2009. La prima marcia gay 30 anni dopo del Comitato di Pisa (presente alla proiezione Andrea Pini), documentario che rievoca la nascita, il significato e le conseguenze di una giornata dalla portata storica.
Il 1° dicembre, giornata mondiale contro l’AIDS il festival proporrà film, documentari e corti dedicati al tema dell’AIDS, in collaborazione con l’ASL 10- Assessorato Diritto alla Salute Regione Toscana. Tra i titoli in programma ben tre anteprime italiane: The Fire Within di August Moon, sulla vita dell’attivista Bob Bowers che lotta quotidianamente con l’AIDS da 27 anni e che ci mostra con crudezza il significato della convivenza cronica con la malattia; Sex is an Epidemic di Jean Carlomusto, documentario (in anteprima europea) che ripercorre le lotte e le difficoltà dei primi attivisti nella lotta all’AIDS negli anni di Reagan e che si interroga con lucidità sui nodi ancora oggi rimasti irrisolti in termini di educazione, prevenzione e responsabilità politica; Rock Hudson – Dark and Handsome Stranger di Andrew Davies, che, utilizzando interviste e un incredibile reportorio cinematografico hollywoodiano, fa luce su questo grande attore che riuscì a condurre una vita pericolosamente bilanciata tra pubblico e privato. Tra i lungometraggi, The House of Boys del lussemburghese Jean-Claude Schlim (presente alla proiezione), affresco appassionato e drammatico dell’epoca della completa libertà sessuale, bruscamente interrotta dal diffondersi del virus.
Per la prima volta quest’anno il Festival dedica una sezione speciale del VideoQueer al tema dell’AIDS, alla percezione del rischio e alla sua prevenzione. Il titolo della sezione, che prevede un premio di 1.000 euro per il miglior video, è “SE HAI TESTA FAI IL TEST”. La premiazione avverrà il 1° dicembre al Cinema Odeon durante la Giornata Mondiale contro l’ AIDS.
Nell’ambito del festival avrà luogo anche la selezione e premiazione (giovedì 2 dicembre) dei migliori video del concorso Videoqueer 2010, il primo ed unico concorso italiano per corti, della durata massima di tre minuti, a tematica gay, lesbica e transgender.
L’ottava edizione del Florence Queer Festival è dedicata a Marcella di Folco, fondatrice del MIT (Movimento Identità Trans) e storica attivista del movimento LGBT recentemente scomparsa. Con Marcella, che non ha mai perso di vista gli interessi della comunità e la concretezza delle azioni, il movimento italiano ha perso una delle sue colonne portanti. Il festival vuole quest’anno essere anche un momento per ricordare insieme al pubblico il coraggio con cui Marcella ha dedicato la sua intera vita alla dignità e ai diritti di tutte e tutti indistintamente.
Il Florence Queer Festival è organizzato dall’associazione Ireos, Centro Servizi Autogestito per la Comunità Queer di Firenze, in collaborazione con Eventi s.r.l. e Arcilesbica Firenze. La Direzione Artistica è di Bruno Casini e Roberta Vannucci, l’organizzazione generale di Silvia Minelli e Fabrizio Ungaro, consulenti al festival Paolo Baldi e Massimo Poccianti.
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