Disegno di legge Gelmini
Continua lo stato di mobilitazione dell'Ateneo.
Mozione approvata dal Senato Accademico straordinario
Disegno di legge Gelmini, continua lo stato di mobilitazione dell'Ateneo fiorentino. Lo ha deciso oggi il Senato Accademico, riunito in seduta straordinaria, alla luce della più recente evoluzione della discussione parlamentare e ha approvato, sulla base di quanto già deliberato nella seduta del 10 novembre 2010, la seguente mozione.
"Il Senato Accademico nella sua seduta straordinaria del 24 novembre 2010, convocata per discutere sulle prospettive in ordine al disegno di legge sull'Università alla luce della più recente evoluzione della discussione parlamentare, tenendo fermi tutti i rilievi già evidenziati nella mozione del Senato approvata nella seduta del 10 novembre 2010 e riaffermando lo stato di mobilitazione dell'Ateneo:
• ribadisce che una riforma seria e condivisa dell'Università è necessaria, e che la stessa deve avere come finalità la salvaguardia del suo ruolo pubblico;
• riafferma che a tale scopo la libertà di ricerca e di insegnamento, così come garantite dalla Costituzione, debbono trovare piena esplicazione nel disegno di legge di riforma e non essere depotenziate mediante strumenti di normazione secondaria che consegnino al Ministro poteri sostanzialmente in bianco;
• ricorda la partecipazione di tutte le componenti dell'Ateneo ad un'intensa attività d'informazione e alla produzione di documenti e discussioni che hanno assicurato l'adeguata sensibilizzazione dell'opinione pubblica e un utile confronto con gli altri atenei e con i decisori politici;
• ritiene che i temi oggetto del DDL siano talmente strategici per il paese che la discussione non possa essere affrontata se non in un quadro di reale impegno di risorse.
Pertanto:
• esprime estrema preoccupazione per l'andamento del dibattito parlamentare che, svolgendosi in un contesto di evidente instabilità politica, rischia di forzare affrettate conclusioni guidate da motivazioni esterne ai reali temi del dibattito;
• constata che, a causa dei vincoli imposti dai regolamenti parlamentari legati alla Legge di stabilità, il testo attuale, così come emerge dagli ultimi passaggi in Commissione, relega al ruolo di pure promesse qualunque possibile stanziamento (si veda ad esempio il comma 7bis dell'art. 5 del testo ora in esame alla Camera);
• ritiene che la evidente assenza di risorse penalizzi soprattutto gli studenti e i ricercatori più giovani, che rischiano un futuro incerto, specialmente nei primi anni d'applicazione della riforma ora in esame.
Rivolge, quindi, un pressante invito ai parlamentari chiamati ad esaminare la legge di riforma del sistema universitario affinché operino nella piena consapevolezza che il loro voto inciderà nei prossimi decenni sul destino della più importante istituzione culturale italiana.
Sottolinea la paradossale situazione nella quale gli Atenei sono costretti ad operare per la gestione delle risorse: ad oggi non è ancora noto il finanziamento ricevuto per la gestione dell'anno 2010 e, per il 2011, i tagli previsti dalla legge 133/2008, e sue modificazioni, saranno solo parzialmente ridotti dalla Legge di stabilità ora in discussione e quindi le risorse complessive saranno a malapena sufficienti a coprire i fabbisogni del personale. In questo quadro incerto è praticamente impossibile definire il bilancio per l'anno corrente e procedere all'elaborazione del bilancio di previsione per il 2011.
Invita i Senati Accademici degli altri Atenei ad unirsi a questa sollecitazione nei confronti del Parlamento, nella consapevolezza che questo disegno di legge, a lungo rimasto in una fase di lenta gestazione, tardivamente inserito in un piano di erogazione di risorse destinate alla assunzione di professori, poi rientrato, e ora frettolosamente discusso rischia soltanto di alimentare disagio e profondo malessere in un sistema universitario che avrebbe viceversa bisogno di un quadro di riferimento certo e di un manifesto sostegno e promozione dei suoi compiti istituzionali.
Invita il Rettore a rappresentare in seno alla CRUI la posizione dell'Ateneo anche al fine di successive, urgenti iniziative comuni.
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