Ieri 6 dicembre 2010 alla Regione Lazio chi manifestava per il diritto alla casa è stato accolto con cariche della polizia. "Ci sono altri modi di protestare", ha risposto Renata Polverini, criticando chi è andato lì a portare "mille problemi". Questa la giustificazione di chi, tanto per fare un esempio, ha definito nel passato recente "Bertolaso un eroe nazionale messo alla berlina" e che in disprezzo alla sofferenza delle masse popolari aquilane e campane ha vantato per lui il miracolo della ricostruzione e dello smaltimento dei rifiuti. Questa la risposta di chi con una mano ha tagliato gravemente la Sanità Pubblica e con l'altra ha elargito alle cliniche private dell'Opus Dei e dei vari Ciarrapico, di chi rivendicando una civiltà che non le appartiene, spera di liquidare con i metodi fascisti che le sono cari, i problemi sociali che la sua classe politica sta esasperando.
http://tv.repubblica.it/edizione/roma/regione-la-celere-contro-i-manifestanti/57785?video
http://www.youtube.com/watch?v=Xch2nn0k9lM
http://tv.repubblica.it/edizione/roma/polverini-ci-sono-altri-modi-per-protestare/57770?video
Ieri sotto la Regione abbiamo assistito all'ulteriore manifestazione dello scontro ormai in atto tra la cricca di parassiti (di destra come di sinistra) che da venti anni sta portando il nostro paese allo sfacelo ed una società ormai stanca di pagare per altri il costo della crisi che la attanaglia.
Una società stanca, ma desiderosa di riscossa, che sta imparando velocemente che, per riappropriarsi del proprio futuro, occorre assediare i palazzi del potere, costruire in prima persona "la propria liberazione", sfiduciare nelle piazze e con l'azione il governo Berlusconi e qualsiasi altra alternativa che già parli il linguaggio a senso unico dei grandi sacrifici necessari. Una società che sta imboccando oggettivamente la via dell'altra sola, possibile soluzione: quella della costruzione di un governo di emergenza popolare.
Di questa società e di questo spirito di riscossa sono espressione i manifestanti di ieri, come gli operai che hanno lanciato uova contro le sedi dei sindacati asserviti e che il 16 ottobre scorso hanno reclamato a gran voce lo sciopero generale. Ne sono espressione gli studenti e i professori che nei giorni passati hanno creato problemi di ordine pubblico e posto all'ordine del giorno questioni che vanno ben oltre la riforma Gelmini. Ne sono espressione le lotte dei immigrati a Brescia e Milano contro la sanatoria truffa che stanno ribaltando uno dei cardini fondanti del razzismo, cioè la paura, la sottomissione e la rassegnazione degli extracomunitari, e che , rafforzando l'unità con i lavoratori e le masse popolari italiane, dimostrano di comprendere bene il significato della "lotta comune contro il nemico comune".
Il 14 dicembre prossimo i comitati "Uniti contro la crisi" promossi da FIOM, AP-CGIL, Action, centri sociali, immigrati, Collettivo 3 e 32 dell'Aquila, Presidio permanente No dal Molin, Comitato di Chiaiano, si ritroveranno assieme agli studenti sotto Montecitorio per portare la sfiducia delle masse popolari italiane ed immigrate a questo Governo di ladri e di razzisti che, con la scusa della crisi, stanno distruggendo diritti e territorio.
Il 14 dicembre sarà un'altra giornata decisiva per porre all'angolo il governo della reazione e imboccare la strada del governo di emergenza popolare.
Il 14 dicembre anche noi saremo sotto Montecitorio assieme a chi realmente vuole riappropiarsi del proprio futuro e porteremo anche lì il nostro appello "Estendere e rafforzare la vigilanza democratica" che vi invitiamo ancora una volta a firmare in nome di un obiettivo particolare, quello della solidarietà con quattro militanti comunisti contro cui è stata montata l'ennesima operazione giudiziaria, ma soprattutto in nome di un obiettivo generale di gran lunga più importante: la realizzazione della Costituzione e l'opposizione alla deriva reazionaria impressa alla nostra società.
Con l'acuirsi dello scontro sociale in atto, assisteremo con sempre maggiore frequenza a cariche uguali e peggiori a quelle di ieri, ad operazioni criminali ordinate e compiute al di fuori di ogni legge.
Nessuna impunità deve essere garantita ai mandanti politici e agli esecutori materiali di tali crimini!
APPELLO A SOSTENERE CHI E' INQUISITO PERCHE' DIFENDE LE LIBERTA' DEMOCRATICHE
ESTENDERE E RAFFORZARE LA VIGILANZA DEMOCRATICA
REALIZZARE LA COSTITUZIONE
SMASCHERARE E DENUCIARE I PICCHIATORI, I PROVOCATORI E I LORO MANDANTI, RENDERE NOTI I LORO VOLTI E NOMI
SBARRARE LA STRADA ALLA DERIVA REAZIONARIA
Nel nostro paese Berlusconi e tutta la destra più eversiva e criminale sta tentando di spazzare via quanto resta dei diritti e delle libertà democratiche sancite dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e di instaurare un regime autoritario che attui la linea dettata da Marchionne ("la lotta tra padroni e operai non esiste più, dobbiamo essere uniti contro il resto del mondo"): leggi razziali, nuovi campi di concentramento (CIE), politica dei respingimenti, distruzione di campi rom, coprifuoco, cariche al presidio di Brescia in sostegno alla lotta degli immigrati contro razzismo e sanatoria-truffa; pestaggi, arresti e processi contro i cittadini che lottano per la difesa del territorio in cui vivono (dalla Val Susa a Terzigno, passando per L'Aquila); omicidi di Stato (Cucchi, Aldrovandi, Lonzi, Giuliani sono i nomi che la lotta per la verità ha reso noti, rompendo la cappa del silenzio e l'omertà di Stato); leggi ad personam; impunità per mandanti e autori delle stragi di Stato (piazza della Loggia docet); tentativi di mettere a tacere la stampa "non allineata" (Legge bavaglio) e di far fuori i giornalisti scomodi; limitazioni al diritto di sciopero, rappresaglie e attacchi nei confronti dei sindacati che non si piegano al Piano FIAT-Marchionne, primi tra tutti la FIOM; militarizzazione del territorio, aumento della videosorveglianza, promozione delle ronde razziste; sostegno e copertura ai gruppi fascisti come Casa Pound, Forza Nuova, Fiamma Tricolore che cercano di insediarsi nei quartieri popolari per alimentare l'odio e la violenza nei confronti del "diverso", il razzismo e l'omofobia. Assieme alla disoccupazione, alla devastazione ambientale, al razzismo, al peggioramento generale delle condizioni di vita e al degrado sociale e culturale, si moltiplicano i soprusi, le aggressioni, le violenze, le intimidazione, le minacce, le operazioni di infiltrazione e provocazione che le forze dell'ordine regolari e irregolari (fascisti, infiltrati, spioni, polizie parallele, ecc.) sono chiamate a compiere per soffocare la protesta e la ribellione delle masse popolari italiane e immigrate.
La lotta per i "diritti per tutti", per "riprendersi la democrazia", per "realizzare la Costituzione" è parte integrante della lotta per non pagare la crisi dei padroni!
Non basta gridare all'"emergenza democratica", bisogna estendere e rafforzare la vigilanza democratica!
Una prima elementare forma di vigilanza democratica è denunciare, smascherare e rendere noti volti e nomi di quegli "agenti provocatori pronti a tutto" che Kossiga indicava come strumento della " ricetta democratica", e dei loro mandanti. In questo modo è possibile ostacolare fino a rendere impossibile ai picchiatori dei manifestanti, ai torturatori della Diaz e di Bolzaneto, agli aguzzini degli immigrati rinchiusi nei CIE, agli assassini di Carlo Giuliani, Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, ai rapitori di Abu Omar di continuare impunemente a svolgere la loro opera protetti dall'anonimato, e magari fare anche carriera.
E' uno strumento pratico per sbarrare la strada ai progetti eversivi e alla deriva autoritaria promossa dalla destra reazionaria. E' un'operazione di democrazia e trasparenza, che riguarda anche quella parte delle forze dell'ordine che non vuole prestarsi al lavoro sporco contro le masse popolari italiane e immigrate. E' una forma di autodifesa per chi resiste alla crisi e ai suoi effetti.
Per questo esprimiamo la nostra protesta contro il processo che il PM Morena Plazzi (della Procura di Bologna) sta cercando di orchestrare nei confronti di Angelo D'Arcangeli (membro della Direzione Nazionale del Partito dei CARC), Vincenzo Cinque (dirigente nazionale del Sindacato Lavoratori in Lotta), Romano Rosalba (dell'Associazione Solidarietà Proletaria) e Fabrizio Di Mauro, accusati di aver promosso la vigilanza democratica e di aver collaborato a rendere noti volti di agenti di polizia attraverso la pubblicazione di foto sul sito "Caccia allo sbirro" realizzato dal (nuovo)Partito comunista italiano. Ci auguriamo che l'udienza preliminare che il 22 dicembre si terrà presso il Tribunale di Bologna metta fine a questa montatura dal carattere repressivo e intimidatorio verso chi si batte per la salvaguardia delle conquiste e dei diritti democratici conquistati con la Resistenza e sanciti dalla Costituzione.
FIRMA E FAI FIRMARE L'APPELLO,
INVIA LA TUA ADESIONE ALLA MAIL:
vigilanzademocratica@carc.it
INDICANDO: NOME E COGNOME, PROFESSIONE, CITTA', EMAIL/TELEFONO
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Ieri sotto la Regione abbiamo assistito all'ulteriore manifestazione dello scontro ormai in atto tra la cricca di parassiti (di destra come di sinistra) che da venti anni sta portando il nostro paese allo sfacelo ed una società ormai stanca di pagare per altri il costo della crisi che la attanaglia.
Una società stanca, ma desiderosa di riscossa, che sta imparando velocemente che, per riappropriarsi del proprio futuro, occorre assediare i palazzi del potere, costruire in prima persona "la propria liberazione", sfiduciare nelle piazze e con l'azione il governo Berlusconi e qualsiasi altra alternativa che già parli il linguaggio a senso unico dei grandi sacrifici necessari. Una società che sta imboccando oggettivamente la via dell'altra sola, possibile soluzione: quella della costruzione di un governo di emergenza popolare.
Di questa società e di questo spirito di riscossa sono espressione i manifestanti di ieri, come gli operai che hanno lanciato uova contro le sedi dei sindacati asserviti e che il 16 ottobre scorso hanno reclamato a gran voce lo sciopero generale. Ne sono espressione gli studenti e i professori che nei giorni passati hanno creato problemi di ordine pubblico e posto all'ordine del giorno questioni che vanno ben oltre la riforma Gelmini. Ne sono espressione le lotte dei immigrati a Brescia e Milano contro la sanatoria truffa che stanno ribaltando uno dei cardini fondanti del razzismo, cioè la paura, la sottomissione e la rassegnazione degli extracomunitari, e che , rafforzando l'unità con i lavoratori e le masse popolari italiane, dimostrano di comprendere bene il significato della "lotta comune contro il nemico comune".
Il 14 dicembre prossimo i comitati "Uniti contro la crisi" promossi da FIOM, AP-CGIL, Action, centri sociali, immigrati, Collettivo 3 e 32 dell'Aquila, Presidio permanente No dal Molin, Comitato di Chiaiano, si ritroveranno assieme agli studenti sotto Montecitorio per portare la sfiducia delle masse popolari italiane ed immigrate a questo Governo di ladri e di razzisti che, con la scusa della crisi, stanno distruggendo diritti e territorio.
Il 14 dicembre sarà un'altra giornata decisiva per porre all'angolo il governo della reazione e imboccare la strada del governo di emergenza popolare.
Il 14 dicembre anche noi saremo sotto Montecitorio assieme a chi realmente vuole riappropiarsi del proprio futuro e porteremo anche lì il nostro appello "Estendere e rafforzare la vigilanza democratica" che vi invitiamo ancora una volta a firmare in nome di un obiettivo particolare, quello della solidarietà con quattro militanti comunisti contro cui è stata montata l'ennesima operazione giudiziaria, ma soprattutto in nome di un obiettivo generale di gran lunga più importante: la realizzazione della Costituzione e l'opposizione alla deriva reazionaria impressa alla nostra società.
Con l'acuirsi dello scontro sociale in atto, assisteremo con sempre maggiore frequenza a cariche uguali e peggiori a quelle di ieri, ad operazioni criminali ordinate e compiute al di fuori di ogni legge.
Nessuna impunità deve essere garantita ai mandanti politici e agli esecutori materiali di tali crimini!
APPELLO A SOSTENERE CHI E' INQUISITO PERCHE' DIFENDE LE LIBERTA' DEMOCRATICHE
ESTENDERE E RAFFORZARE LA VIGILANZA DEMOCRATICA
REALIZZARE LA COSTITUZIONE
SMASCHERARE E DENUCIARE I PICCHIATORI, I PROVOCATORI E I LORO MANDANTI, RENDERE NOTI I LORO VOLTI E NOMI
SBARRARE LA STRADA ALLA DERIVA REAZIONARIA
Nel nostro paese Berlusconi e tutta la destra più eversiva e criminale sta tentando di spazzare via quanto resta dei diritti e delle libertà democratiche sancite dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e di instaurare un regime autoritario che attui la linea dettata da Marchionne ("la lotta tra padroni e operai non esiste più, dobbiamo essere uniti contro il resto del mondo"): leggi razziali, nuovi campi di concentramento (CIE), politica dei respingimenti, distruzione di campi rom, coprifuoco, cariche al presidio di Brescia in sostegno alla lotta degli immigrati contro razzismo e sanatoria-truffa; pestaggi, arresti e processi contro i cittadini che lottano per la difesa del territorio in cui vivono (dalla Val Susa a Terzigno, passando per L'Aquila); omicidi di Stato (Cucchi, Aldrovandi, Lonzi, Giuliani sono i nomi che la lotta per la verità ha reso noti, rompendo la cappa del silenzio e l'omertà di Stato); leggi ad personam; impunità per mandanti e autori delle stragi di Stato (piazza della Loggia docet); tentativi di mettere a tacere la stampa "non allineata" (Legge bavaglio) e di far fuori i giornalisti scomodi; limitazioni al diritto di sciopero, rappresaglie e attacchi nei confronti dei sindacati che non si piegano al Piano FIAT-Marchionne, primi tra tutti la FIOM; militarizzazione del territorio, aumento della videosorveglianza, promozione delle ronde razziste; sostegno e copertura ai gruppi fascisti come Casa Pound, Forza Nuova, Fiamma Tricolore che cercano di insediarsi nei quartieri popolari per alimentare l'odio e la violenza nei confronti del "diverso", il razzismo e l'omofobia. Assieme alla disoccupazione, alla devastazione ambientale, al razzismo, al peggioramento generale delle condizioni di vita e al degrado sociale e culturale, si moltiplicano i soprusi, le aggressioni, le violenze, le intimidazione, le minacce, le operazioni di infiltrazione e provocazione che le forze dell'ordine regolari e irregolari (fascisti, infiltrati, spioni, polizie parallele, ecc.) sono chiamate a compiere per soffocare la protesta e la ribellione delle masse popolari italiane e immigrate.
La lotta per i "diritti per tutti", per "riprendersi la democrazia", per "realizzare la Costituzione" è parte integrante della lotta per non pagare la crisi dei padroni!
Non basta gridare all'"emergenza democratica", bisogna estendere e rafforzare la vigilanza democratica!
Una prima elementare forma di vigilanza democratica è denunciare, smascherare e rendere noti volti e nomi di quegli "agenti provocatori pronti a tutto" che Kossiga indicava come strumento della " ricetta democratica", e dei loro mandanti. In questo modo è possibile ostacolare fino a rendere impossibile ai picchiatori dei manifestanti, ai torturatori della Diaz e di Bolzaneto, agli aguzzini degli immigrati rinchiusi nei CIE, agli assassini di Carlo Giuliani, Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, ai rapitori di Abu Omar di continuare impunemente a svolgere la loro opera protetti dall'anonimato, e magari fare anche carriera.
E' uno strumento pratico per sbarrare la strada ai progetti eversivi e alla deriva autoritaria promossa dalla destra reazionaria. E' un'operazione di democrazia e trasparenza, che riguarda anche quella parte delle forze dell'ordine che non vuole prestarsi al lavoro sporco contro le masse popolari italiane e immigrate. E' una forma di autodifesa per chi resiste alla crisi e ai suoi effetti.
Per questo esprimiamo la nostra protesta contro il processo che il PM Morena Plazzi (della Procura di Bologna) sta cercando di orchestrare nei confronti di Angelo D'Arcangeli (membro della Direzione Nazionale del Partito dei CARC), Vincenzo Cinque (dirigente nazionale del Sindacato Lavoratori in Lotta), Romano Rosalba (dell'Associazione Solidarietà Proletaria) e Fabrizio Di Mauro, accusati di aver promosso la vigilanza democratica e di aver collaborato a rendere noti volti di agenti di polizia attraverso la pubblicazione di foto sul sito "Caccia allo sbirro" realizzato dal (nuovo)Partito comunista italiano. Ci auguriamo che l'udienza preliminare che il 22 dicembre si terrà presso il Tribunale di Bologna metta fine a questa montatura dal carattere repressivo e intimidatorio verso chi si batte per la salvaguardia delle conquiste e dei diritti democratici conquistati con la Resistenza e sanciti dalla Costituzione.
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