La vita di un' Associazione - Intervista a Silvana Grippi - Responsabile del Centro D.E.A. 2006
D .Che ruolo ha, ed ha avuto il centro socio culturale D.E.A.?
R. Il DEA nasce nel 1987 per rispondere ad un' esigenza di rinnovamento alla chiusura della cultura fiorentina. L’innovazione consisteva nel coniugare l’aspetto sociale e culturale con l’ambiente. I primi frequentatori venivano dalle esperienze più disparate e con un potenziale culturale enorme in quanto gli anni precedenti (anni ’70) erano stati momenti fervidi di lotte per i cambiamenti sociali. Un mix, dunque, di situazioni, esperienze a confronto e progetti. Ricordo volentieri la mostra d'inaugurazione con la prima esperienza dal titolo "Dall'uso al riuso" dove giovani architetti insieme a studenti, artisti e lavoratori posero in essere il riciclaggio come momento di recupero e di espressione artistica associando la critica sociale al culturale.
D. Nella situazione fiorentina cosa ha rappresentato?
R .Il centro ha avuto più fasi, naturalmente dovute ai cambiamenti che avvenivano e pertanto hanno rappresentato più "momenti" di riflessione e di passaggio, recepito non solo dal nostro piccolo centro, ma anche contemporaneamente da altri luoghi in tutta Italia. La storia di questo centro culturale è stata fatta e viene ancora portata avanti dalle persone che vi partecipano e ogni volta che ci sono nuove forze il centro diventa un mulino attivo. Quindi ogni periodo ha avuto un imprinting diverso a seconda di chi lavorava sul progetto di quel momento. DEA non è stato altro che un contenitore di idee, un raccoglitore di storie e situazioni, un magazzino o addittura definito "compost" che, grazie all’aggiunta di capacità individuali sia artistiche che giornalistiche, ha potuto, voluto e vuole ancora dare un volto a questa esperienza.
D. Quanti e quali contributi importanti ci sono stati al centro DEA, per farla crescere, maturare e diventare di qualità?
R .A questo proposito, quest’ anno, a quasi vent’anni della nostra storia, insieme agli stagisti dell’Università degli studi di Firenze, abbiamo introdotto il centro studi DEApress per far conoscere tutte le dinamiche e la storia contemporanea di queste esperienze. Per esempio dal centro sono passati molti artisti, scrittori ed intellettuali non solo italiani ma anche internazionali; si può dire che tutto ciò che avviene a Firenze, è già avvenuto, in piccolo, presso la Galleria dell’immagine DEA, rappresenta un microcosmo di situazioni come tanti altri. A questo dobbiamo aggiungere che è stata un’esperienza coinvolgente dopo la rigidità delle avventure politiche, settarie e populistiche, morte proprio perché non hanno saputo rinnovarsi e hanno finito il proprio ciclo vitale. Così credo che prima o poi finiranno tutte queste esperienze delle associazioni culturali e anche noi chiuderemo il ciclo con DEAD.
D. Quali sono i progetti in corso?
R. I progetti in corso sono quelli di continuare con l’educazione all’immagine e l’archiviazione, per passare forse a sviluppare il Centro Studi DEApress; stiamo, in questo momento, rivisitando tutti i progetti e scriveremo di coloro che hanno fatto parte della vita della DEA per poterne documentare i vari percorsi. Scriveremo e pubblicheremo le varie esperienze a confronto sperando di dare un profilo sociale come contributo alle nuove generazioni. Il nostro sguardo sarà sempre rivolto al mondo e agli aiuti internazionali, contro la fame, le malattie e l'ignoranza per il miglioramento delle condizioni di vita di alcune popolazioni, a tal proposito ricordiamo il viaggio di questo anno in Mauritania, dove dopo una raccolta, abbiamo acquistato materiale didattico che è stato distribuito ai bambini nei vari paesi del deserto mauro. Nel periodo pre e post natalizio ( 15/12/06 - 10/01/07 ), organizzeremo il mercatino della solidarietà: "Il valore di un atto"; aa cui parteciperanno con i loro prodotti artigianali: laa cooperativa sociale "Gaetano Barbieri" e il centro "Il Melograno".
D. E quali saranno le prossime “trasformazioni”?
R. Non possiamo sapere in anticipo cosa ha prodotto il nostro lavoro. Mi prendo un periodo di pausa. Spero che possa diventare un archivio pubblico o addirittura sviluppare l’ipotesi del museo dei media. L'agenzia di stampa DEApress on line sarà il prossimo fronte d'intervento
D. A questo punto chi è Silvana Grippi?
R. Nessuno mi aveva mai posto questa domanda e pensandoci bene avrei da raccontare tanti miei difetti. Dato che nella nostra società si usa fare la somma dei meriti, e s’insegna ai giovani come riempire un la loro vita di egomania. Si chiede loro un “Curriculum vitae” e stranamente - ogni volta che me ne arriva uno - sono più "grossi dell’immaginabile", mi viene dunque il dubbio che i giovani gonfiano il loro bagaglio di conoscenze con tanto ego e vorrei invece chiedere loro, quali sono le impressioni personali su ogni situazione che hanno affrontato (luogo di lavoro o di studio). Allora potranno dire: “sono” una persona con tante esperienze vissute sulla propria pelle. Mi rifaccio sempre al mio passato quando devo affrontare un nuovo problema e dato che in giovane età ho iniziato a studiare in modo disarticolato (diciamolo pure disordinato) ciò mi è servito per sapere un po’ di tutto, quindi “sono” una che sa cavarsela. Un merito credo di averlo, ho saputo rispettare e far emergere le capacità altrui, ho saputo e so di essere una persona come tante altre. Accetto le critiche e giustifico perchè le parole dette non sono armi. Ma non accetto predatori nella mia vita.
Questi pensieri sono l'eredità del prof. Pio Baldelli, è un fardello pesante che io rispetto.
D'ora in poi voglio dire come la penso "...e mi sentirò pagata facendo i resti".
In qualunque progetto c'è sempre qualcosa che va storto, ma al di là di questo, sono convinto che l'esperienza del centro DEA si è rivelata e continua a rivelarsi un elemento importante nel tessuto socioculturale della città di Firenze. Inoltre ha indubbiamente costituito una tappa fondamentale nella formazione e nella vita di molti artisti e intellettuali...vorrei che questo fosse una tappa del continuo divenire storico.
DEApress - Fabrizio Cucchi
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