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Manifestazione Lotta Per La Casa

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Il principio di azione e reazione non si elude, è una legge fisica, ma anche sociale. Azione: è il 21 dicembre, l’assesore alle politiche sociali Lucia De Siervo, su mandato diretto del sindaco, firma un accordo con il Ministero degli Interni, "ai sensi dell’articolo 15 della legge 7 dell’agosto 1990", per la realizzazione e la gestione di 2 Centri di Identificazione temporanea. I luoghi in cui verranno creati questi centri sono gli stabili di Viale Guidoni e via del Fosso Macinante, stabili abitati da centinaia di persone, definiti ‘gli occupanti’, che spesso fuggono da realtà tragiche, oppure semplicemente non riescono a far fronte ad affitti da ricconi, con uno stipendio mensile di 700 euro, strano?

Reazione: Iniziano proteste e manifestazioni, coordinate dal Movimento Lotta Per la Casa, per chiedere che questi centri non vengano aperti e che nessuno stabile venga sgomberato. Sabato 9 febbraio c’è stata una di queste reazioni: durante la mattinata gli’occupanti’ dello stabile di Viale Guidoni hanno manifestato in corteo per le strade di Novoli (da viale Guidoni fino a Piazza Puccini), per farsi sentire, per far sentire la voce di coloro di cui tanto si parla ma che pochi conoscono e che ancora meno ascoltano.

150, forse 200 persone per strada, a fronte dei quasi 250 occupanti dello stabile di viale Guidoni, abitato dal 2003 dopo che l’istituto scolastico che ospitava, il ‘Caterina dei Medici’ era in disuso da oltre 4 anni.

Tra gli abitanti ci sono Somali, Eritrei, Marocchini, Romeni, Albanesi e Polacchi, alcuni scappano dalla miseria, altri, quelli che provengono dal Corno d’Africa fuggono da terre devastate dalla guerra, per affrontare viaggi della morte alla ricerca di speranza, che spesso non trovano.

In manifestazione intonavano canti del loro paese e chiedevano accoglienza e solidarietà, non odio e razzismo, chiedevano di non essere sgomberati.

Il protocollo firmato dalla De Siervo prevede la realizzazione dei centri di Identificazione entro 7 mesi, il chè porterà inevitabilmente a degli sgomberi.

I nuovi centri però accoglieranno gli immigrati solo per venti giorni, il tempo necessario al controllo di tutti i loro documenti, una volta effettuato, se non in regola verranno rispediti nel loro paese, se invece in regola, verranno lasciati ‘liberi’ per Firenze, e con buona probabilità sarano accolti nuovamente dal Movimento di Lotta per la Casa, in stabili occupati.

Intervistando alcuni di questi occupanti si capiscono le loro preoccupazioni, la paura di poter essere sgomberati da un momento all’altro, di dover andar via, con le loro famiglie e i loro bambini, ma si scopre anche la volontà di risolvere questi problemi, di dialogare con le istituzioni per ‘normalizzare’ la loro situazione, passare da ‘occupanti abusivi ad abitanti, così semplice da dire a parole, così difficile nei fatti.

Avere un lavoro, avere una famiglia, essere cittadini riconosciuti dallo stato, ma non avere gli stessi diritti degli altri, il diritto all’accoglienza, il diritto alla casa, il diritto alla solidarietà…  per questo manifestano, per questo urlano e portano striscioni, per questo combattono e combatterano.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 26 Febbraio 2008 13:36 )  

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