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Iraq:alto tasso di suicidi

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Un secondo Vietnam, una seconda guerra per i giovani americani da cercare di dimenticare.
Riceviamo dalle reti Latinoamericane d’informazione alternativa le immagini censurate alla stampa nazionale e internazionale da parte del Governo degli Stati Uniti, sui rovesci delle loro truppe occupanti dell’Iraq e le pubblichiamo.
Sono impressionanti i dati forniti da network Cbs sui veterani della guerra in Iraq, 6256 gli ex soldati che avrebbero deciso di togliersi la vita una volta tornati dalle loro famiglie. Una media di 17 suicidi al giorno, più del doppio del resto della popolazione statunitense.
I numeri si fanno ancora più preoccupanti se messi a confronto con quelli dei soldati caduti in combattimento, sono 3863 i soldati americani uccisi in servizio dal 2003 a oggi, una media di 2,4 al giorno. Per molti soldati americani che hanno combattuto in Iraq e in Afghanistan la guerra più sanguinosa comincia con il ritorno a casa e con la presa di coscienza di sé, della frustrazione, della rabbia, della solitudine.
I militari più a rischio sono i reduci giovani, che hanno tra i 20 e i 24 anni: 22,9 su 100 mila decidono di togliersi la vita, un numero quattro volte superiore ai coetanei che non hanno prestato servizio militare in zone di guerra.  Come il riservista della Marina Jeff Lucey, 23 anni, che ha deciso di farla finita usando la pompa per innaffiare il giardino per impiccarsi nella cantina dei suoi genitori. O come Tim Bowman, riservista, spedito in missione in una delle zone più pericolose di tutta Baghdad. Otto mesi dopo il suo ritorno a casa, il Giorno del Ringraziamento, si è sparato. Anche Tim aveva 23 anni.
«Quando è tornato i suoi occhi erano semplicemente morti. La luce non c’era più», ha detto alla tv Cbs la madre del ragazzo, Kim Bowman. Derek Enderson, invece, era già tornato dall’Iraq due volte, ma la terza è stata fatale: si è gettato da un ponte a 27 anni.
Lo stress e i traumi a cui i soldati sono sottoposti al fronte non fanno che aumentare il rischio di emarginazione sociale e suicidio, così come l’abuso di droghe o farmaci e le difficoltà relazionali ed economiche che spesso affliggono chi ritorna in patria.

Nicoletta Consumi - DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 14 Febbraio 2008 14:53 )  

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