- Un colpo di remo : Bugie secolari di walter maccari
Questo Paese dei balocchi, ha 60 mln di abitanti, 25 mln sono le persone che lavorano, di queste il 70% guadagna mediamente 5 euro l’ora, che tradotto in beni necessari fa: 1 kg di pane, 4 salsicce e una bottiglia di acqua minerale.
Se ci pensiamo come utilità contingente viene da sussurrare come la nota canzone: “…tutto va ben!! Se invece proviamo a tradurre questa somma in necessità vitali viene normale confrontarla con: 1 pacchetto di caramelle che costa 1 euro, 1 litro di benzina 1,507 euro, una serata al cinema 7 euro e 1 biglietto dell’autobus, per andare al lavoro fa 1,20 euro.
La cosa sorprendente e che nessuno usa più fare, sull’onda nazional-popolare mercantile, è la traduzione spicciola del valore di quel denaro che si è trasformato in euro e che riportano a 2000 lire ......è l'odierno costo di 1 caffè, di una bottiglia di spuma ( ma al bar ti danno solamente un bicchiere ) e ben 3028 lire è quanto costa un litro di quella benzina che riporta molti da lavoro a casa.
- Troppe categorie di lavoratori poi non hanno certezza di questa minima paga oraria; e credo che quando la gran massa dei cittadini di queste 100 città si svegliernno e guardandosi le mani affaticate tutti assieme si accorgeranno che la loro incerta vita non gli ha garantito né la propria pensione di vecchiaia, né uno straccio di sviluppo per i propri figli, è naturale pensare che succederà un gran bel casino. Insomma la vita è una meravigliosa avventura, dichiarano i notabili incensieri di spirito e di lettere, ma è piena di orrori nati dall’ingiustizia sociale.
- A ben vedere in 2500 anni di historia humanae, di significante e passo importante per tutta l’umana gente non è che siamo pieni.-
- Dalla fondazione delle città, quale organo di amministrazione statuale pubblica, ad oggi, i passaggi obbligati e riconosciuti dei quali possiamo essere riconoscenti, si contano sulle dita delle due mani.
- Il Tribunato delle plebe ( Roma 494 a.c.), il riconoscimento politico delle Arti minori ( Firenze 1378), l’ instaurazione della Camera dei comuni (Londra 1650), l’idea della Costituzione ( USA 1776) il Terzo stato (Parigi 1789), le guerre nazionali per l’indipendenza (1850), il riconoscimento politico del Proletariato (Russia 1917)….. una ciotola di riso per tutti (Cina 1949).-
- Sono queste le date di avvenimenti significativi che hanno trasformato le nostre società, ma come nel caso della palla-corda spesso sono trascorsi anni o secoli per il pieno riconoscimento dell’idea originaria.
- Così è stato per il diritto di cittadinanza e l’abolizione della schiavitù, così è stato per l’affrancamento della servitù della gleba, e lo Stato di Diritto.-
- Purtroppo per lo sviluppo sociale dei Cittadini del Mondo, i motivi della lotta e del contendere si spostano velocemente contro i proponenti, quando la classe dominante si sente togliere quel potere (individuale e di classe) nato come il “ diritto del più forte “ e sentendosi delegittimata, arma le frange estremiste e mercenarie che lo mantengono sul “seggio” e reprime spietatamente ogni libera espressione.
E’ questa la malattia infantile del capitalismo liberista, che nei momenti delle vacche grasse si dichiara liberale, ma riesce a diventare nazional-socialista e repressivo quando i lavoratori domandano giustizia sociale e libertà economica, quando viene chiesta rappresentanza sindacale e politica, quando i lavoratori chiedono equità e partecipazione non solo ai rischi d’impresa, ma anche ai profitti e agli onori della loro opera.-
- Tutto ciò è iscritto nell’idea socialista della partecipazione, la quale se mantiene le differenza, sposta però una parte del profitto a ragione di un miglioramento totale dei lavoratori e usa il surplus per creare wel-fare e servizi sociali per le frange più deboli della classe lavorativa.
- Il comunismo è altro, è non solo partecipazione e miglioramento, ma anche “dittatura del proletariato” contro lo Stato borghese che mantiene intatte le disparità e le disuguaglianze, e che riconosce nell’impresa la propria ragione sociale. Com’è scritto sulla nostra Costituzione : “ la Repubblica è fondata sul lavoro…”, mentre casomai il senso comunista vorrebbe dichiarare che : “ la Repubblica è fondata dai lavoratori !
- Così all’oggi mentre le richieste dal basso aumentano a fronte di una crisi finanziaria che ha visto quali unici beneficiari le forze conservatrici della rendita e del profitto, con in testa le fondazioni bancarie e la grande industria, i lavoratori del Mondo stanno manifestando e in qualche caso stanno attaccando violentemente i propri “aguzzini” provando a spostare in avanti le lancette della Storia, le quali sono state troppo spesso immobili e legate a vecchie logiche di sfruttamento e di povertà che sono sopruso e ingiustizia.
- Anche nei paesi di maggior ricchezza e di antico riconoscimento statuale la crisi sta determinando scelte importanti e rivelando vecchie corporazioni e rendite insostenibili specie in momenti di grande crisi produttiva.
- La disoccupazione in aumento, la produzione stagnante, il mercato che non assorbe mano d’opera giovanile sono i sintomi di una recessione data dall’accumulazione del capitale. In un regime capitalista maggiore ricchezza hanno le forze produttrici e i cittadini in genere e più velocemente la crisi viene riassorbita; ma almeno in Europa non sembra che questo stia avvenendo e in Italia ancora meno sentiamo questo desiderio di soluzione.
L’idea regressiva è la prossima legge sul federalismo fiscale che il governo di centro-destra sta instaurando a colpi di “fiducia” parlamentare.
- Viene spontaneo affermare che se questa legge (cha sembra ridistribuire una logica territoriale di tassazione generale) piace al governo conservatore, è chiaramente una legge che andrà a penalizzare prepotentemente le classi lavoratrici che hanno meno difese costituzionali (la vicenda FIAT ne è un chiaro esempio) e le regioni d’Italia che sono meno dotate di infrastrutture industrialie di occupazione produttiva.
Nel frattempo l’occupazione di banche e di C.d.A da parte della Lega nord è diventata capillare. Siamo certi che da tutte queste manovre i cittadini di questo Paese ne usciranno indeboliti socialmente e politicamente, attuando ancora una volta la regola della palla a corda....la quale schizza via e poi ritorna.
- Speriamo solamente che come avvenne in quella sala parigina verso la fine del 1700, la rappresentanza dei “ nuovi poveri ” sia prossima a riconoscersi e pronta a manifestare il proprio dissenso. Forte e fiera, per difendere le libertà costituzionali così faticosamente conquistate dai nostri maggiori,,,, partigiani resistenti.
walter maccari - www.nuovaresistenza.org
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