Fonti ufficiali riportano che Bradley Manning, presunto responsabile di aver passato a Wikileaks, documenti riservati circa la guerra in Afghanistan e in Iraq, rischia l'ergastolo se non la pena di morte. L'uomo infatti, deve rispondere di 22 capi d'accusa, tra i quali quella (secondo me paradossale) di avere "aiutato il nemico", di fronte ad una corte marziale. In teoria in questi casi è prevista la pena capitale (anche se sembra che l'accusa chiederà "solo" l'ergastolo). Il quotidiano "La Stampa" riporta le dichiarazioni del portavoce dalla procura militare di Washington, capitano John Haberland: "Le nuove imputazioni riflettono più accuratamente la gravità di crimini di cui Manning è accusato". La nuova "caccia alle streghe" è cominciata...Da parte di un paese che a parole è paladino della libertà di stampa.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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