A GENOVA nel 2001 - Voglio raccontare un'altra verità, la mia. Mi ricordo di quel giorno come fosse ieri: era il 18 luglio 2001. Insieme ad alcuni amici ci preparammo per andare Genova, andavamo a protestate contro il mondo intero. Una rivolta contro il G8 che inizia da Genova, resa "zona invalicabile" perché sede della rie degli "Otto Grandi della terra". Un momento unico della nostra storia.
Genova, come poco tempo prima a Napoli, è una città ferita, offesa e devastata. In quei giorni viene vietato tutto, si costruisce perfino una zona rossa - preparata dai politici - e questo rappresenta una prima provocazione.
Noi iniziamo a pensare di poter violare l'inviolabile. Parola d'ordine "Potere agli urbani di una città del mondo.....".
Genova, una città luminosa in un mese estivo (vacanziero) con il mare che ci guardava. I suoi abitanti dato che non potevano essere padroni di stendere la biancheria, inizia l'era del "no alle mutande appese" si trasferisco al mare.
La gente rimasta in città si affaccia alle finestre per guardare cosa stava accadendo. Migliaia di persone da tutto il mediterraneo avevano deciso di andare a Genova per dire NO al G8. Molte persone (in particolare dalla Grecia) racconteranno che anche se avevano preso i traghetti, erano stati individuati e rispediti indietro.
La TV di Stato, le emittenti libere e Silvio Berlusconi chiedono decoro per non sfigurare e questa è già una prima provocazione.
Giovedì 19 - La cittadella è già blindata e gli scontri (non ancora feroci) sono già in tutte le strade, le guardie/guardoni sono tutti volontari, aggressivi, spavaldi e provvocatori. Il primo giorno alla manifestazione internazionale dei migranti partecipano circa 50/100 mila persone (a seconda dei dati pubblicati) e già si sente l'aria che tira. La ribellione è diffusa, gli insorti sono coscienti, ma ancora sembra una "bella festa".
Venerdì 20 - Berlusconi riceve a Palazzo Ducale i leader del G8 e la presenza di Polizia, Carabinieri e Finanza con i loro blindati in stato di guerra li rassicura. Si sentono forti e tutto sembra essere sotto controllo. Ma qualcosa sfugge....
Arrivano alle forze dell'ordine, nuove direttive del vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, e la mancanza di un filo comune inizia a creare tensioni nei tre apparati, la situazione diventa incandescente. Tutti vogliono comandare! Iniziano le marce accompagnate dal suono dei manganelli sullo scudo, lacrimogeni con sostanze sperimentali buttati a caso e non mancano alcune cariche, questo fa andare tutto fuori controllo. Vanno e vengono notizie allarmanti e a volte false. Come era falsa l'informazione che era morto un poliziotto o che in periferia i "black bloch" stavano sfasciando tutto quello che trovano sull loro cammino, mentre "Loro" (uso questo strano termine perchè non mi piace l'uso pubblicistico del termine coniato per dare un volto al nemico) invece avevano chiari obiettivi militarpolitici già concordati (banche, interinali, concessionarie ed altro). Per un giorno tutti volevano essere "loro".
Gli obiettivi vengono assaltati in silenzio, al massimo accompagnati dal suono di un tamburino (utilizzato per avvisare dell'attacco o del raduno imminente), poi tutti al carcere di Marassi, che era uno dei tanti concentramenti. Avevano piazzato le tende ferrino a igloo nei giardini pubblici pronti a toglierli al minimo pericolo. Giovani a coppie o da soli pronti a cambiarsi di abito e sostiturli con magliette colorate portate dietro, nello zainetto, che nel caso di pericolo dovevano essere buttati. Ho raccattato almeno tre magliette nere con cappuccio.
Tutto questo era sotto il controllo degli elicotteri che "videavano" ogni movimento.
L'Italia in un giorno di mezza estate, accende la televisione e si sveglia, vede una contestazione in atto: contro l'emarginazione, contro la fame nel mondo, per i diritti umani, contro il carovita e tutte le problematiche della nostra contemporaneità esposte in un vassoio dove tutti potessero parlarne e vedere i propri problemi e poterli gridare in faccia agli "8 invasori". I Grandi continuano a parlare del nostro futuro e noi siamo fuori ad impedire che ci rubino anche i nostri pensieri. Loro discutono di economia e noi siamo l'economia.
Le giornate di Genova - come quelle di Napoli - vengono riprese da tutte le televisioni in contemporanea e la tensione si taglia a fette. Anche i genovesi stanno alla finestra a guardare e saranno i primi testimoni di una "scena costruita" con tanti blocchi di cemento per fermare i cattivi invasori che arrivano da fuori.
Tutti siamo nel bel mezzo della storia, ci sono anche loro e i nostri figli "come Carlo".
Gli infiltrati c'erano e pure i servizi segreti e devono trovare i "colpevoli" per non criminalizzare una città intera, c'erano pure gli ipocriti e tutti istigavano e lavoravano per costruire prove. Inizia così la ricerca dei cattivi compagni che vengono individuati come possibili carnefici. E chi meglio dei cosidetti "pericolosi anarchici" in stato di guerriglia organizzata? Viene deciso che i colpevoli dovranno essere i Black Bloch, e chi più di loro sono sotto controllo?
I cosiddetti pericolosi si chiamano "Schwarzer Block" e fanno parte di un movimento anarchico che nasce in Germania agli inizi degli anni '80 poi replicato anche in Usa ed in Europa. Sono tendenzialmente ecologisti, animalisti e internazionalisti, sono silenziosi (parlano tra loro a gesti) e questo fa paura, non usano cellulari e si capiscono a volo. Il silenzio e lo sguardo non sono controllabili, ognuno conosce il suo vicino e così via a catena. Neri/rossi e tanti altri....in quei giorni anche i pacifisti non sono più pacifici.
Mentre a Genova avviene di tutto, le proteste salgono e si stravolgono, i super controllati non saranno toccati perché dovranno essere colpevoli e quindi controllati a vista per costruire le prove...ma la ribellione è disordinata e tutti sono ribelli. Così la situazione sta sfuggendo di mano. Tanta gente si muove ai margini del movimento pacifista ed è falso che c'erano giovani di cui l'unico obbiettivo era di creare disordini. Eravamo tutti colpevoli e innocenti, stava avvenendo una ribellione generalizzata....prendiamoci le nostre responsabilità e diciamolo!
Via Tolemaide diventa il centro della scena dove i Carabinieri e polizia attaccano il fronte del corteo perché la situazione è ormai fuori controllo. Tanti giovani e non rispondono lanciando sassi e facendo barricate con i bidoni per la raccolta differenziata e la lotta si inasprisce.
Durante la manifestazione, Carlo Giuliani come tanti altri ragazzi si è tolto la canottiera bianca e la porta sulla spalla, ha un grosso nastro da scotck sul braccio, è insieme ad un amico, passando chiede una sigaretta, poi continua a passo veloce lascia la ferrovia e svolta a sinistra, la polizia ci ingabbia e corriamo tutti verso una strada che porta ad una piazza, poi sapremmo che si chiama Piazza Alimonda. Due giovani in motocicletta mi danno un colpo al polso per farmi cadere la telecamera...e sentiamo arrivare e correre alcune camionette. Contemporaneamente da persone che venivano via dalla piazza, ci arriva una notizia ... è appena morto un ragazzo in "Piazza Alimonda" e senza accorgersenei, ci troviamo in contemporanea su una scalinata a guardare cosa stava succedendo.
La polizia ci vieta di oltrepassare la loro serrata...il fatto è appena avvenuto...lo hanno ucciso. Nella piazza molti urlano e un poliziotto insegue un ragazzo dicendo: sei stato tu.......Mi domando ma cos'è successo quando quei due giovani (poliziotti in borghese, riconoscibili dal casco blu comprato in serie) in vespetta hanno cercato di farmi cadere la telecamera...intanto una ventina di carabinieri si sono posizionati in due strade ai margini della piazza, non posso più riprendere ho solo qualche minuto, riprendo l'appaluso a Carlo. Sono le Ore 17 quasi 18.........e non so.
Un pianto generale e tanta confusione, i poliziotti indietreggiano e dopo un'ora se ne vanno lasciando la segatura sul sangue di Carlo.
Veniamo a sapere dopo che il ragazzo si chiamava Carlo Giuliani, 23 anni, che era figlio di un ex sindacalista Cgil e qualcuno gli aveva sparato un colpo di pistola, una Beretta in uso al carabiniere Mario Placanica che si trovava dentro una jeep. Si sentiva forte in quel momento oppure aveva avuto un ordine.... la notizia arriva a tanti.....e molti si mettono in viaggio....
Piazza Alimonda reportage di Silvana Grippi

Sabato 21 - La mattina seguente, arrivano altre persone da tutta Italia, anche se le forze politiche danno indicazione di non andare a Genova, Fabio e mia figlia Lara mi raggiungono per la manifestazione che però subito viene caricata e si trasforma in guerriglia, la polizia ha potere assoluto, molti sono in borghese, fermano le macchine e circondano le persone per portarle in questura. Arrivano notizie di arresti e pestaggi.
Guardiamo tutta la notte la televisione e all'alba viene fuori la notizia di un assalto alla Diaz per arrestare i "cattivi". Nella notte, senza ritegno la polizia ha fatto irruzione nella scuola Diaz dove dormono alcuni manifestanti, per lo più stranieri (spagnoli e greci). Un blitz cattivissimo che trasforma la scuola in una 'macelleria'.
La mattina del 22, alcuni giornalisti, ci indicano il luogo e corriamo a vedere il massacro.....nelle lavagne ci sono le frasi dei giovani stranieri "arrivano...ci vogliono uccidere...asasini con una s". Tutto questo è devastante, un pestaggio indiscriminato. Ci dicono che i giovani ospiti sono stati portati a Bolzaneto (ci raccontano di torture ed altro.....), la Francescato cerca di telefonare ai suoi colleghi politici e nessuno si fa trovare....sono ore di tensione...Agnoletto tiene una conferenza stampa. Ripartiamo con la disperazione nel cuore.....loro sono più forti...hanno il potere.
In questi anni avevo rimosso tutto ora posso parlare e far vedere........per chiedere il video scrivete a redazione@deapress.com.
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