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Piaga lavoro nero: dati e considerazioni

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Tra le forme di moderna schiavitù, nel panorama italiano spicca la piaga del lavoro nero. Stime ufficiali (che chiaramente sottostimano il fenomeno) parlano del 27% dei lavoratori come "in nero" -privi cioè di qualunque, pur formale garanzia (fonte: dati OCSE riportati dal sito http://www.risorsedisumane.com/1427/lavoro-nero-litalia-e-seconda-in-classifica/ ). Questa vergogna nazionale, aggravata dall'atteggiamento connivente della gran parte dei cittadini, dalla carenza cronica dei controlli, e dall'approccio "molto soft" delle autorità, è uno scandalo che pone l'Italia sotto gli standard minimi della civiltà. E' notizia di oggi, riportata dal sito http://www.lapresse.it/cronaca/roma-controlli-contro-lavoro-nero-su-124-imprese-evasi-7-milioni-euro-1.62141 , che, ad un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza  su 269 aziende romane sono stati trovati ben 269 lavoratori privi di contratto (il lettore o la lettrice dovrebbero riflettere: una media di più di 2 schiavi -perchè è di riduzione in schiavitù che di fatto si tratta! - per ditta). Se questo è quello che accade nella capitale, dove teoricamente il controllo da parte dello stato è maggiore, cosa accade nelle provincie? Purtroppo la barbarie dei padroni sarà sempre all'ordine del giorno, fintanto che essi, come è ora, non rischiano altro che una sanzione amministrativa .....Che la carenza cronica di controlli rende del tutto aleatoria....Bisogna istituire pene carcerarie severe e sicure per chi si macchi di simili crimini, e assicurare al cittadino la garanzia di controlli continui su ogni azienda, per evitare che la vergogna del comportamento incivile dei padroni continui....Purtoppo i fatti dimostrano che non ci si può affatto fidare sulla buona fede di una classe padronale che dimostra ogni giorno di non avere il benchè minimo senso di responsabilità verso le norme del vivere civile.
Fabrizio Cucchi, DEApress

Tra le forme di moderna schiavitù, nel panorama italiano spicca purtroppo la piaga del lavoro nero. Stime ufficiali (che chiaramente sottostimano il fenomeno) parlano del 27% dei lavoratori come "in nero" -privi cioè di qualunque, pur formale garanzia (fonte: dati OCSE riportati dal sito http://www.risorsedisumane.com/1427/lavoro-nero-litalia-e-seconda-in-classifica/ ). Questa vergogna nazionale, aggravata dall'atteggiamento connivente della gran parte dei cittadini, dalla carenza cronica dei controlli, e dall'approccio "molto soft" delle autorità, è uno scandalo che pone l'Italia sotto gli standard minimi della civiltà. E' notizia di oggi, riportata dal sito http://www.lapresse.it/cronaca/roma-controlli-contro-lavoro-nero-su-124-imprese-evasi-7-milioni-euro-1.62141 , che, ad un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza  su 124 aziende romane sono stati trovati ben 269 lavoratori privi di contratto (il lettore o la lettrice dovrebbero riflettere: una media di più di 2 schiavi -perchè è di riduzione in schiavitù che di fatto si tratta! - per ditta). Se questo è quello che accade nella capitale, dove teoricamente il controllo da parte dello stato è maggiore, cosa accade nelle provincie? Purtroppo la barbarie dei padroni sarà sempre all'ordine del giorno, fintanto che essi, come è ora, non rischiano altro che una sanzione amministrativa .....Che la carenza cronica di controlli rende del tutto aleatoria....Bisogna istituire pene carcerarie severe e sicure per chi si macchi di simili crimini, e assicurare al cittadino la garanzia di controlli continui su ogni azienda, per evitare che la vergogna del comportamento incivile dei padroni continui....Purtoppo i fatti dimostrano che non ci si può affatto affidare alla buona fede di una classe padronale che dimostra ogni giorno di non avere il benchè minimo senso di responsabilità verso le norme del vivere civile e che soprattutto dimostra di tenere in dispegio i diritti fondamentali dell'uomo.

 

Fabrizio Cucchi, DEApress

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Settembre 2011 10:50 )  

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