Roberto Giorni
“Quasi troppi”

La vita di Giancarlo Banchelli procede per strappi, deviazioni e contraddizioni. “Quasi troppi”, romanzo di Roberto Giorni, prende forma dentro un futuro prossimo dai tratti distopici, tra il 2031 e il 2033, e racconta un trentenne insofferente verso le aspettative familiari, la morale cattolica ricevuta in eredità e il bisogno continuo degli altri di indicargli quale vita dovrebbe condurre. A complicare ulteriormente il percorso arrivano relazioni sentimentali instabili, un sequestro traumatico, una famiglia ingombrante e una serie di incontri destinati a mettere continuamente in discussione le sue certezze. Un romanzo che in fondo nasce nel 2017 durante una passeggiata a Cesenatico e viene scritto inizialmente a mano, su quaderni a righe, fino a raggiungere una mole tale da rendere necessaria la divisione del progetto in due libri. Prende vita così un diario di formazione mescolato alla satira sociale, nel quale il desiderio di libertà si scontra con convenzioni, sensi di colpa e modelli di vita già confezionati. Il titolo raccoglie proprio questo: quasi troppe esperienze, quasi troppi errori, quasi troppe svolte, ma ciascuna necessaria perché Giancarlo possa smettere di vivere secondo lo sguardo degli altri e iniziare, finalmente, a riconoscere il proprio. Sono di quelle letture che in fondo parlano tanto di ognuno di noi...