L'agenzia di stampa "Agi" riporta la notizia dell'approvazione in Senato della reintroduzione del reato di "oltraggio a pubblico ufficiale" abolito solo nel 1999. La formula della nuova legge (sussidiaria al ddl sulla sicurezza, o almeno sulla sicurezza dei benestanti) dovrebbe suonare così (secondo la stessa fonte) : "chiunque in luogo pubblico o aperto e in presenza di piu' persone offende l'onore e il prestigio di un ufficiale o di un agente di pubblica sicurezza a causa del suo servizio di ordine pubblico e di sicurezza e' punito con la pena fino a tre anni". Plaudono ovviamente i difensori della "legge e dell'ordine". Chiaramente questo provvedimento legislativo è perfettamente in sintonia con le direttive dell'attuale governo che, purchè ciò non gravi sul bilancio, è aperto fautore "della sicurezza e della polizia". Favorevole (nessuno stupore) anche l'ex prefetto A.Serra, oggi nelle file del Pd. Non posso che sperare che gli abusi, e le estensive interpretazioni del concetto che portarono all'abolizione della precedente norma in materia non debbano ripetersi. Ma, temo che l'attuale formulazione sia troppo vaga. Cosa sono "l'onore e il prestigio" ? Ognuno di noi ha una sua propria definizione di questi termini ... Per assurdo: la moglie (o il marito) di un "pubblico ufficiale" che tradisca il congiunto, a causa dei suoi impegni di servizio, e in modo che la cosa sia "di pubblico dominio" ha infranto la legge? Letteralmente si. Il lettore, o la lettrice, si rileggano il testo della stessa. Ma senza arrivare a questo paradosso, quali parole, opere od omissioni offendano "la divisa" ossia "il servizio"? Attenti, si possano considerare offese: la critica, il rifiuto dell'obbedienza, in certi casi anche l'ironia. Suggerirei che prima si tracci la linea di confine, in modo condivisibile ed inequivocabile. Ed ancora: l'offesa è tale anche "a causa" di un servizio reso in modo inappropriato o con abusi? La nuova legge lascia aperta anche la punibilità dei casi simili. Poi suggerirei che non si formuli "a causa del suo servizio di ordine pubblico e di sicurezza", bensì, se proprio si vogliano fare leggi simili (ed io non ne sento il bisogno) : "con forme e nei modi tali da impedire o da pregiudicare gravemente il servizio". Se la presunta "offesa" non influisce sullo svolgimento della funzione che senso ha una legge apposita? Non vi pare che si tracci la strada per futuri arbitrii?
Fabrizio Cucchi, DEApress
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