A volte la realtà supera l'immaginazione. Purtroppo, qui in Italia, da un pò di tempo a questa parte, i fatti reali superano di gran lunga le peggiori previsioni. In questa "corsa al ribasso" partecipano in modo non indifferente molte amministrazioni comunali. L'ultimo esempio ci viene da Lucca, il cui nuovo regolamento comunale prescrive: "al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse". Anche sorvolando sul razzismo implicito nell'espressione "etnie diverse" (diverse da chi o da che cosa?) l'assurdità del provvedimento è "da libro dei record". Perchè mai legiferare sullo stile di cucina? Imporrà forse un domani l'amministrazione fiorentina la consumazione obbligatoria della tradizionale bistecca? E quali pene saranno, di questo passo in futuro, imposte, ad esempio, ai vegetariani? Si vuole arrivare a vietare per legge il cioccolato, la patata, il kiwi e tutti i cibi di origine straniera? Oppure si vuole introdurre il sistema, niente affatto autoctono, delle caste, in cui il cuoco deve essere per forza di casta elevata?
Fabrizio Cucchi, DEApress
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